Gli episodi arbitrali sono al centro dell’attenzione da un po’ di settimane. Sul banco degli “imputati” non ci sono i direttori di gara in sé, ma anche coloro che lavorano per il VAR. Diversi addetti ai lavori non sono ancora riusciti a comprendere il modus operandi sull’utilizzo della moviola in campo. Questa situazione si è creata anche a causa di una scarsa chiarezza. A inizio stagione è stato dichiarato che “i rigorini non saranno fischiati”. Eppure alcuni contatti leggeri vengono sanzionati, così come alcuni falli evidenti non vengono corretti neppure da un on-field review. È chiaro che in questo modo l’ausilio della tecnologia in campo rischia di perdere credibilità.
L’episodio arbitrale
L’argomento di cui si è parlato negli ultimi giorni, lato Milan, è il calcio di rigore fischiato dall’arbitro Zufferli a favore del Pisa. Il direttore di gara ha visto il pallone che va a impattare sul braccio di De Winter apparentemente largo. Ciò che ha scatenato la polemica, tuttavia, è stato l’atteggiamento del difensore rossonero subito dopo il tiro. Infatti il belga cerca di porre il braccio lungo il corpo, ma non è riuscito nel suo intento poiché la distanza con il giocatore che effettuato il tiro era ravvicinata.
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Nel corso della trasmissione di DAZN in collaborazione con l’AIA, Open VAR, il designatore Gianluca Rocchi ha analizzato il rigore fischiato in Milan-Pisa. Queste le parole dell’ex arbitro:
“Il rigore di De Winter per fallo di mano è molto corretto. È un rigore dato molto bene dall’arbitro. Questo è un classico esempio in cui quando decide bene il campo, facilita il lavoro al VAR. Il rigore è corretto ed è diverso dalla situazione che abbiamo avuto in Pisa-Fiorentina, dove il tiro era ravvicinato e la distanza minima, al di là che il braccio fosse anche vicino al corpo. La differenza qui la fa la distanza. Come difensore tu puoi benissimo accorgerti di ciò che succede e cercare di evitare un tiro, ma non in questa maniera. Per noi questo è un rigore corretto e punibile”.
