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Milan, senti Bonaventura: “È stato fantastico giocare lì. Sul derby…”

L’ex centrocampista del Milan, Giacomo Bonaventura, che recentemente ha annunciato il ritiro dal calcio giocato, è stato intervistato ai microfoni di CBS. Tra i temi toccati, il motivo della scelta di appendere gli scarpini al chiodo, l’esperienza sessenale con la maglia rossonera e il derby della Madonnina di domani sera. Queste le parole di Bonaventura:

“È una decisione arrivata in modo abbastanza naturale, perché ho cominciato a non divertirmi più come prima nell’ultimo anno in cui ho giocato. Non ho avuto infortuni o problemi fisici, ma solo questo: la passione che avevo prima non la sentivo più. Due tre anni fa mi svegliavo e non vedevo l’ora di andare al campo di allenamento. Questa sensazione ho iniziato a sentirla di meno. È scaduto il mio contratto e ho detto basta”.

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Sulla lunga parentesi con il Diavolo:
“Al Milan è stato fantastico. Giocare a San Siro per sei anni è adrenalina. Grandi emozioni. Ogni volta che scendi in campo, vorresti che la partita non finisse mai, anche se perdi, perché l’atmosfera è bellissima. I tifosi del Milan sono sono fantastici, lo stadio, tutto”.

Sulla stracittadina di domenica:
“Sono molto stressanti i giorni prima della partita: i giornalisti, le televisioni, tutti ne parlano. Senti la pressione. Come giocatore è meglio spegnere tutto: TV, telefono. È una partita guardata da milioni di persone, quindi senti la pressione. E quando scendi in campo, lo stadio è pieno, i tifosi urlano. E ricordo le mio orecchie dopo la partita: tutta la notte mi fischiavano. La partecipazione dei tifosi è molto forte. È la partita più bella da giocare per un giocatore del Milan. Penso che il derby di domani sarà una partita equilibrata. Sono le migliori squadre di quest’anno. All’inizio, solitamente, sono più tattiche, si studieranno; poi, magari, i ritmi nel secondo tempo si abbasseranno e si vedrà di più la qualità dei giocatori. Ma è sempre difficile dirlo, perché tutto può succedere nel derby: sono due grandi squadre con grandi giocatori”.

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