“Dobbiamo capire cosa fare da grandi“. Non poteva essere più chiaro di così capitan Calabria dopo il beffardo pareggio contro la Roma. Il Milan, questo Milan, non ha ancora capito cosa vuole fare da grande, e nei prossimi sette giorni è chiamato a dare una risposta.
Torino, Lecce ed Inter. Coppa Italia, campionato e Supercoppa. Nel giro di una settimana la squadra di Pioli dovrà dimostrare di poter competere ai massimi livelli su tre fronti, con l’occasione di portare a casa il primo trofeo della stagione, nel derby arabo contro gli eterni rivali nerazzurri.
Una costante nei tre anni della gestione Pioli è sempre stata la grande capacità dei rossoneri di rialzarsi subito dopo un passo falso, segno di forza mentale e di grande maturità, nonostante la giovane età media della squadra. Già domani avranno la possibilità di riconfermare questa bella abitudine in Coppa Italia contro i granata di Juric: vietati passi falsi perché, tabellone alla mano, il Milan può e deve provare ad arrivare fino in fondo.

La seconda conferma dovrà necessariamente arrivare sabato al Via del Mare. Leao & co. scenderanno in campo dopo il delicatissimo scontro tra Napoli e Juventus, e non potranno permettersi di tornare a casa senza i tre punti. Ma occhio al Lecce del rossonero Colombo, una squadra che ha ingranato e che può mettere in difficoltà chiunque, soprattutto in casa – chiedere alla Lazio di Sarri.
Tra una settimana, poi, arriverà la partita più importante di questa prima parte di stagione. Perché c’è un trofeo in ballo e, soprattutto, perché dall’altra parte ci sarà l’Inter campione in carica. L’ultima volta in Supercoppa il derby andò ai rossoneri. Era il 2011 e si giocava a Pechino. C’era Ibra ad alzare la coppa: l’unica costante a distanza di 12 anni, anche se stavolta lo svedese seguirà i suoi soltanto dalla tribuna. Sarà la prima finale del Milan di Pioli, l’ennesima occasione per vincere e riconfermarsi grandi. Se ancora ce ne fosse bisogno.
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