La stagione del Milan è iniziata solamente da tre partite, eppure il clima all’interno del mondo rossonero è già di totale disfattismo. Tra un allenatore che ad oggi non sembra essere riuscito ad entrare nella testa e nel cuore dei propri calciatori, evidenti problemi tattici ed un gruppo che sembra aver perso la magia e la coesione di qualche anno fa, molti tifosi sono già rassegnati al fatto che quest’annata sarà molto negativa. Tuttavia ci sono anche alcuni aspetti che andrebbero considerati e che potrebbero indurre ad un minimo di ottimismo.
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Innanzitutto il Milan non è affatto l’unica big in Italia e in Europa ad essere partita con il freno a mano tirato. Le fatiche degli Europei e della Copa America si sono fatte senza dubbio sentire. Non è un caso che Theo Hernandez e Rafa Leao, forse i due calciatori più contestati del momento a causa della loro forma ancora non ottimale, siano stati entrambi protagonisti quasi fino al termine dell’Europeo. In Italia anche Roma e Atalanta hanno avuto partenze a rilento. Mentre in Europa persino il Real Madrid ha evidenziato una forma e un’organizzazione tutt’altro che ottimale.
La Serie A in queste prime tre partite ha mostrato come le cosiddette provinciali abbiano iniziato il campionato con una condizione molto migliore rispetto alle big. Parma e Torino, due delle tre avversarie dei rossoneri, ne sono la dimostrazione. Gli emiliani hanno messo in seria difficoltà il Napoli nonostante abbiano giocato in 10 uomini (e senza un vero portiere) gli ultimi 25 minuti di partita. I gialloblu avrebbero meritato quantomeno un pareggio anche contro la formazione allenata da Antonio Conte. Anche il Torino ha avuto un ottimo inizio di campionato, battendo l’Atalanta e condividendo per ora la vetta della classifica con Juve, Udinese e Inter.

Inoltre partire forte ad inizio campionato non rientra proprio tra le specialità di Fonseca. Sia nei suoi anni al Lille, sia con la Roma, il tecnico portoghese nelle prime cinque giornate ha sempre avuto una media punti inferiore rispetto alla media complessiva di fine campionato. L’unica eccezione risale alla stagione 2019-20, dove iniziò con tre vittorie e due pareggi. La speranza di tutto il mondo rossonero è che anche questa volte il mister sappia dare una svolta alla squadra.
Infine passiamo al campo. Il Milan ha subito sei gol identici in campionato: cross provenienti dalla destra con tap in centrali a porta praticamente vuota. Forse il fatto di aver subito soltanto reti di questo tipo può paradossalmente essere un fattore che induce ad un minimo di ottimismo. Se i rossoneri riuscissero a sistemare questo scenario che si ripete ad ogni match, fornendo maggiore protezione sulle fasce, la difesa diventerebbe molto meno vulnerabile. Con il Torino, inoltre, nonostante il pareggio finale, la squadra aveva mostrato un’estrema facilità nel creare palle gol, purtroppo non concretizzate dai clamorosi errori sotto porta di Leao e Pulisic. Insomma, sicuramente il lavoro da fare è tantissimo, e le perplessità di molti tifosi solo quantomeno comprensibili. Tuttavia alzare bandiera bianca a 35 partite dalla fine non è la soluzione.
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