Guarda, Okafor vi presenta addirittura Joe Black.
Moltiplica ciò che stai pensando all’infinito, gettalo negli abissi dell’eternità e vedrai solo uno spiraglio di ciò che Okafor vorrebbe dirti.
Raccogli una lacrima dentro l’oceano e lasciala asciugare a riva, e così lì troverai qualcosa che Okafor ha lasciato.
Dividi una quantità dispari di steli di paglia e fieno, allora sarete più vicini ad Okafor di quanto crediate.
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Il fatto è che è un affare come di metafisica dove ci si chiede che cosa diamine è che si trovi in tutte le cose (ubik). Uno non direbbe che è Okafor che sta in tutte le cose, e invece secondo le letterature e le arti e tutte le filosofie, Okafor è in tutte le cose. Giuro.
È nascosto ovunque e vuole solo entrare e avere minuti. Se non lo trovi, è perché potrebbe essere in qualsiasi altro posto.
Perché, poi, se non lo vedi, può essere da qualsiasi parte tranne dove vedi. E lui è sicuramente proprio lì, da qualsiasi parte, perché noi non lo vediamo e spesso non sappiamo dove sia, dato che gioca non così tanto in campo, dopotutto. Lui è lì che aspetta di entrare e di subentrare, mentre Leao gioca a sinistra, e quando non lo vediamo – chissà, non lo sappiamo – ma potrebbe essere ovunque. Okafor deve giocare qualche minuto di più a questo punto, deve.
Comunque, voi vi girerete e troverete Okafor un po’ da ogni parte, che prova ad entrare in campo. Ora avrà minuti.
Accendi un fiammifero e guardalo docilmente spegnersi in mezzo ad un fuoco affamato, solo allora ti sembrerà di toccare Okafor.
Fai cento scalini, in piano, che non salgono e non scendono, uno alla volta, e poi riparti ancora, infine sentirai di vedere Okafor.
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