PRIMA PAGINA

Ordine: “L’asso nella manica di Amorim è il rimpianto di Allegri!”

Ci sono ricorrenze nel calcio come nella vita, spesso ciò che qualcuno ha a disposizione, altri non lo hanno mai avuto, come capitato in questo dualismo tra Amorim e Allegri.

I rossoneri hanno voluto tagliare i ponti con il passato, ricominciando da zero con la mano forte del proprietario del Milan. Cardinale che ha deciso di sua spontanea volontà di separarsi da ciò che aveva fatto affondare il suo Milan.

Dalla dirigenza fino all’allenatore, senza alcun ripensamento. Idea tanto logica nella mentalità generale, quanto inedita e pazza allo stesso tempo. Nessuno in Italia o in generale nel mondo del calcio ha mai raso al suolo il progetto che aveva in corso fino a pochi giorni fa.

Cardinale ha deciso di prendere in mano la situazione alla americana. Ricordando il concetto della caduta di WallStreet, dopo il crollo del proprio bene ed una quasi depressione sfiorata. In questo caso si è si ripartiti da zero, ma con entusiasmo e nuove idee.

Tanti sono stati i milioni spesi in questo Milan, perché Cardinale ha deciso che il suo Milan doveva ricominciare con una marcia diversa, non quella della ricostruzione totale. Nuova dirigenza, nuovo allenatore, nuove idee e conseguente programmazione.

Amorim è diventato perno tecnico e manageriale del Milan, come tanto avrebbe voluto lui stesso allo United. Il tecnico portoghese si è preso buona parte delle responsabilità con il proprietario del Milan. Indirizzando il mercato grazie alle sue idee e desideri sul mercato.

Dalla punta di livello, ad un difensore che sappia impostare, fino alla permanenza di Modric. Tutti dettagli che fino a pochi mesi fa sarebbero stati impossibili da replicare con l’ex allenatore del Milan Massimiliano Allegri.

Con il Milan in crescita fino a gennaio i rossoneri avrebbe potuto dare l’ultimo sprint per puntare con forza sia la Champions sia il tricolore grazie ad un buon mercato invernale. La differenza principale è stato il rapporto poco diretto tra Cardinale e Allegri, ed il mercato ne è il riflesso perfetto.

Leggi anche – Minotti sul Milan: “Hanno fatto un gran mercato, ma rimane un problema…”

I rossoneri la finestra di gennaio andarono a prendere solamente, in prestito, Niclas Füllkrug dal West Ham. Rinforzo che non ha influito molto se non solo in una occasione, andando in gol contro il Lecce a San Siro, nella vittoria per 1-0.

Dinamica che non è passata inosservata a Franco Ordine, che ha commentato così questa situazione su Il Corriere dello Sport:

“Se un lato l’operatività del Milan non ha subito gravi scossoni, c’è da chiedersi come mai d’improvviso il Milan abbia cambiato marcia sul mercato procedendo a una serie di acquisti senza lesinare investimenti.

La risposta è molto semplice: perché al volante è intervenuto Gerry Cardinale senza demandare ai manager la politica calcistica e finanziaria.

Ecco allora la differenza maggiore che spunta fuori tra quel Milan e quest’altro e riguarda il clima di collaborazione, sincera, tra Amorim e il suo proprietario schierato in prima fila. 

“Gonçalo Ramos, certo poi Amorim ha confermato l’operazione e Cardinale, per evitare di trascinarla per le lunghe, è sbarcato a Parigi per chiudere personalmente l’affare con il presidente del Psg.

“Di diverso, all’epoca, c’era la cifra immaginata: 40 milioni. Perché così lavorava Furlani: cioè stabiliva la cifra massima da investire e a quella arrivava dopo estenuante discussione. 

“A Torino, per il debutto, Cardinale sarà in tribuna dopo essersi palesato per la presentazione del tecnico portoghese e per l’arrivo dei primi rinforzi.

“Questo clima di unità dichiarata e dimostrata è il vero asso nella manica di Amorim ed è anche il rimpianto legittimo di Max Allegri. Che invece ha dovuto vivere la sua stagione sentendosi dire a gennaio scorso, quando era possibile con un paio di pedine, rimpolpare decisamente la cifra tecnica della rosa: “Bambolo, non c’è un euro!”

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik TokYouTube e X