Nel consueto appuntamento con il suo commento sulle colonne de Il Corriere dello Sport, Franco Ordine ha acceso i riflettori su un tema ormai inevitabile: il Milan ha bisogno urgente di intervenire sul mercato con almeno due rinforzi mirati, uno in difesa e uno in attacco. Non semplici tappabuchi, ma giocatori in grado di dare struttura e affidabilità a una rosa che, dopo la Supercoppa d’Italia, ha mostrato crepe evidenti.
Il precedente Maignan: quando Allegri fece la differenza
Non sarebbe la prima volta che il Milan cambia rotta grazie a un intervento deciso. Era già successo in estate, quando Mike Maignan sembrava destinato a Londra, sponda Chelsea. In quel frangente, l’azione congiunta di Massimiliano Allegri e dell’allenatore dei portieri rossonero riuscì a bloccare la cessione, evitando anche i rischi legati al sostituto individuato, Milinkovic-Savic.
I risultati di quel dietrofront sono stati fin qui straordinari, al netto di qualsiasi giudizio sulla prova di Riyadh.
Da Marsiglia a San Siro: l’operazione Rabiot come modello
Un altro precedente significativo arriva dopo la sconfitta interna contro la Cremonese. Approfittando della situazione esplosiva vissuta a Marsiglia e su indicazione di Allegri, il Milan affondò il colpo su Adrien Rabiot, trascinandolo in poche ore dal Velodrome a San Siro.
Un’operazione rivelatasi decisiva, come dimostrato dai risultati successivi e dal rendimento del centrocampo rossonero.

La Supercoppa ha tolto il velo: difesa in emergenza
Ordine auspica che qualcosa di simile accada per la terza volta, dopo la sconfitta in Supercoppa d’Italia, una battuta d’arresto che ha finalmente aperto gli occhi anche a chi si era lasciato ingannare dai risultati e dal clima ritrovato a Milanello.
Il secondo test consecutivo di una difesa senza Matteo Gabbia, perno centrale del reparto, non lascia spazio a interpretazioni. De Winter, già in difficoltà contro il Sassuolo (suo l’errore sul 2-2 di Laurienté), a Riyadh ha completamente perso Hojlund, lasciandolo libero di colpire.
Il dettaglio che pesa di più è però emotivo: dopo il 2-0 del danese, De Winter, visibilmente abbattuto, ha evitato persino di rientrare subito in campo, girando largo dietro la porta di Maignan per non incrociare lo sguardo dei compagni.
Attacco ridotto all’osso: Nkunku non basta
Non è andata meglio nel reparto offensivo. Nkunku, al momento, fatica a reggere il peso dell’attacco, soprattutto con Gimenez appena operato alla caviglia e Leao ai box. Di fatto, Allegri ha a disposizione solo Pulisic come alternativa reale.
Il punto fermo: al Milan servono due rinforzi veri
Il concetto è chiaro: al Milan non servono due nomi qualsiasi, ma due rinforzi funzionali per rendere la rosa più solida.
Uno in difesa, che non sarà Thiago Silva, e uno in attacco. In quest’ottica, il profilo di Füllkrug rappresenta qualcosa di più di un semplice cerotto: fisicità, gioco aereo, caratteristiche da riferimento offensivo, una sorta di controfigura di Giroud.
Eppure, provocatoriamente, Ordine sottolinea come persino il Giroud attuale, richiamato a Milanello alla sua età, potrebbe offrire garanzie superiori rispetto a soluzioni incerte.
Conti in ordine sì, ma il mercato non può fermarsi
Questo è il Milan di oggi, attento e virtuoso nella gestione dei conti. Nessuno chiede follie, né indebitamenti per un Mbappé o per un nuovo Nesta.
Ma tra l’immobilismo e il colpo impossibile, qualcosa di meglio è possibile. E, dopo Riad, non è più rinviabile.
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