Raffaele Palladino ha parlato in conferenza stampa della sfida tra Milan e Fiorentina di sabato sera. I rossoneri ospiteranno una Viola reduce dal grande successo contro l’Atalanta. I toscani potranno contare su un Moise Kean in stato di grazia. L’attaccante italiano sta vivendo quella che è la sua miglior stagione e cercherà di trascinare la Viola alla vittoria sul campo di San Siro. Il Diavolo ha abbandonato quasi completamente ogni speranza di qualificazione alla prossima edizione della Champions League. il quarto posto dista 9 punti, uno stacco considerevole a otto giornate dalla fine.

Palladino ha sottolineato come il Milan, pur trovandosi dietro alla Fiorentina in classifica, sia una squadra costruita per vincere, ricordando quanto il mercato di gennaio abbia rinforzato la rosa, almeno sulla carta. Proprio nella gara d’andata, allo stadio Franchi di Firenze, accadde uno degli episodi più spiacevoli della stagione del Milan. Tomori e Abraham decisero di ignorare la gerarchia dei rigoristi e tolsero il pallone dalle mani di Pulisic, il giocatore scelto da Fonseca. Dopo il fischio finale vi fu anche l’espulsione di Theo Hernandez per proteste, lui che quella sera indossava la fascia da capitano. Queste le parole di Palladino in conferenza stampa in vista del match tra Milan e Fiorentina.

Sulle difficoltà del Milan in questa stagione: “In Coppa Italia ho visto un ottimo Milan, contro l’Inter hanno fatto una gran partita e sabato ci aspetta una partita difficile. Il Milan è una grande squadra con grandi valori, è una rosa costruita per entrare nelle prime quattro. Hanno fatto un grande mercato e per noi sarà una gara in cui ci confronteremo con una squadra forte”.
Su chi sia favorito e come pensa di battere i rossoneri: “Non penso di partire favorito, serve più equilibrio. Andremo a Milano con grandissima umiltà dato che affronteremo una grande squadra. Dobbiamo tenere la testa bassa e continuare a lavorare”.
Sull’esperienza di Sottil al Milan: “Gli auguro nuovamente di fare bene al Milan. Ciò che avevo da dirgli, glielo ho detto a quattr’occhi. Quando sono arrivato a Firenze si diceva che Riccardo non riuscisse a esprimere il suo talento…lui ha fatto bene, poi ha scelto di cambiare squadra”.
