L’ex calciatore del Milan, Alexandre Pato, è tornato a parlare del suo passato in rossonero alla Gazzetta dello Sport. Tra i temi evidenziati dal brasiliano il motivo della decisione di approdare al Diavolo nel 2007, e alcuni dei momenti indimenticabili passati con il glorioso club milanese. L’ex giocatore nativo di Pato Branco, nella sua esperienza al Milan, ha riscontrato diversi problemi fisici che non gli hanno permesso di essere determinante per un periodo più lungo. Il rimpianto più grande, sia per il brasiliano che per i tifosi, sarà quello di non aver visto per altri anni le straordinarie giocate di Alexandre. Queste le parole di Pato:
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“Avevo altre offerte, ma giocavo tanto alla PlayStation e quasi tutti i campioni con cui giocavo facevano parte del Milan. Era come entrare alla PlayStation. In Brasile venne a trovarmi Braida e Ancelotti mi studiò dal vivo al Mondiale Under 20 in Canada. Decisi in fretta. Ho dovuto poi avere pazienza per qualche mese perché ero ancora minorenne a fine mercato estivo. A gennaio esordii contro il Napoli: quel momento lo aspettavo tanto, i tifosi lo aspettavano. Segnai subito e l’urlo di San Siro lo porto ancora dentro di me. Mi manca San Siro e mi manca il Milan. Per indossare questa maglia darei tutto. Per restituire l’amore che ho sempre sentito e per aiutare il club, mi basterebbero sei mesi”
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Sul miglior momento vissuto con la maglia del Milan:
“La doppietta nel derby-Scudetto del 2011. Segnai 14 gol in 25 partite quell’anno. Mi trovavo benissimo con Ibra e Robinho. La sfida con l’Inter a poche giornate dalla fine era decisiva e, a proposito dell’urlo di San Siro, dopo i due miei gol lo stadio esplose”.
