Alexandre Pato torna a parlare dei suoi anni al Milan. L’ex attaccante rossonero nella giornata di ieri si è confrontato con oltre 4.000 giovani alle Nazioni Unite in un evento in collaborazione con Fondazione Milan, raccontando come il calcio abbia il potere di cambiare la vita. Intervenuto ai microfoni del collega di Sportitalia Francesco Letizia, a margine dell’appuntamento il brasiliano ha ripercorso alcuni dei momenti trascorsi con il club rossonero. Di seguito alcuni passaggi delle sue dichiarazioni, come riportate dai colleghi di Milannews.it.
Sull’evento alle Nazioni Unite
«Bellissimo. Stare davanti a tutti quei bambini che sognano di essere una persona importante per il mondo. Ho anche detto loro che non è un ruolo facile, bisogna sapere quando cadere e rialzarsi, stare sempre dietro ai sogni. È stato bellissimo».
“Il pallone ti ha dato tutto”
«È vero. Essere qui con il Milan è sorprendente, anche perché il club mi invita e mi fa ricoprire questo ruolo molto importante. Poi venire qui oggi, stare con i bambini alla Harlem Academy, giocare con loro, è davvero bellissimo. Sono davvero contento. Il pallone mi ha dato tutto quello che ho, la famiglia, quindi ho detto loro cosa significa giocare a calcio».
Sui suoi primi giorni al Milan
«Il Milan ha dato quello che volevo da piccolo. Ho giocato all’Internacional, ha il mio cuore, mi ha accolto a 11 anni, mi ha dato quello che la mia mamma e il mio papà in quel momento non mi potevano dare, io dormivo da loro. Mi davano cibo. Mi hanno aiutato tanto, ma anche il Milan mi ha aiutato a farmi scoprire dal mondo. In Brasile ho vinto ma venire al Milan, giocare con leggende come Ronaldo, Kakà, Maldini, è stato davvero bello. Rimane sempre nel mio cuore. Ho avuto tanti episodi lì, anche un momento di tristezza, ma tutto quello che sono oggi è il frutto di quello che ho vissuto lì. Sono molto grato al Milan».
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Sul ricordo più bello al Milan
«I singoli gol sono belli, ma la cosa più bella è quando abbiamo vinto lo Scudetto. Andammo in Duomo che era pieno di gente. Ce ne sono tanti comunque, ma quando abbiamo vinto lo scudetto è il più bello di tutti».
Su Maldini
«Per me è un uomo che mi ha dato tanto come responsabilità del gioco. Vedevo lui che dopo l’allenamento continuava ad allenarsi. Era un personaggio che tu guardavi e dicevi “Quello è una persona da seguire”. Due, tre settimane fa con mia moglie a Milano lo abbiamo visto su un cartellone ed ho detto “Ora fa il modello (ride, ndr)”. Lui è bravissimo, ho tanta stima per lui».
Su Gattuso
«Lo stimo tanto, è una brava persona. Allegri è bravissimo, è tosto, un vincente. A Rino ho mandato un messaggio dopo la vittoria dell’Italia dell’altra sera. Si merita questo accesso al Mondiale, spero tanto che ci riesca. Non è facile, lo so, però tifo tanto per lui, per l’Italia. Però il Brasile vincerà questo Mondiale (ride, ndr)».
“Il prossimo brasiliano al Milan è il figlio di Pato?”
«Speriamo che il Milan lo prenda. Lavorerò bene con lui, non sarà facile per il Milan».
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