Il Milan sta attraversando un momento di grande attenzione e osservazione: con alcune assenze pesanti e prestazioni a volte altalenanti, ogni partita diventa un banco di prova per squadra e allenatore. A fare il punto ci pensa Carlo Pellegatti, che a Cronache di spogliatoio analizza la prestazione dei rossoneri, tra difficoltà tecniche e episodi curiosi vissuti dietro le quinte.
Cronache osserva: “Nelle altre partite del percorso di crescita avevo visto un Milan che a tratti sta nella partita, crea pericolosità e invade. Oggi, però, non mi ha mai dato questa sensazione.“
Pellegatti risponde alle considerazioni fatte ai microfoni da Cronache:
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“Quando si parla del Milan bisogna sempre tenere conto che il Milan è privo di Pulisic, questa sera Rabiot, Saelemaekers e gioca al 50% con Leão. Pensare che il Milan senza questi quattro giocatori, che sono alla base della squadra, soprattutto Pulisic, riesca poi a dominare la partita. Bisogna fare di necessità virtù, anche se odio i proverbi. Il Milan che ha portato a casa tutti questi punti, giocando praticamente tutto il campionato con Leão al 30-40%, e avete visto che giocando al 40% è stato il più pericoloso, e senza Pulisic, che quando entra si vede già la differenza a livello di dribbling, bisogna sempre tenere molto conto.“
Pellegatti racconta anche un episodio curioso avvenuto al termine della conferenza stampa di Fàbregas:
L’episodio post-partita
“Si sono incrociati nel corridoio a San Siro: esce un allenatore ed entra l’altro e a voce alta Allegri gli ha detto parole che non si possono dire, non le dico, però due volte si è sentita la parola: bambino. Proprio si è sentita forte, poi altre parole sempre in riferimento a quanto è successo durante la partita. In effetti è stato espulso Allegri, però Fàbregas sarà un grandissimo allenatore, si è scusato, ma non ho mai visto un allenatore che, se ogni volta che parte un giocatore in contropiede, oppure nel caso di Saelemaekers stava andando a difendere, stiamo parlando di frazioni di secondo, in quelle occasioni per un attimo il giocatore ti va in porta e questo gli dà una strattonata. Chiede scusa, ma intanto se il giocatore andava in porta e segnava il goal, cosa faceva l’arbitro? Andava a vedere il var dell’allenatore?“

Pellegatti mette così in luce le difficoltà di un Milan privo di giocatori chiave, ma sottolinea anche l’intensità e la tensione vissuta in campo e fuori, tra episodi tecnici e momenti di nervosismo che influenzano la gestione della partita.
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