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“And the Oscar goes to…” – I premi Oscar del Milan targato 2022-2023

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In Italia abbiamo la tendenza malsana a denigrare quanto viene prodotto e realizzato all’interno del nostro paese. Nessuno escluso. Una cattiva abitudine che spesso porta a disprezzare traguardi ragguardevoli per il semplice motivo che non sono stati raggiunti da noi. La più classica delle proiezioni di sogni non realizzati che si può tranquillamente tradurre in invidia.

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Consuetudine e sorte che molte volte tocca al cinema. Quante volte abbiamo letto o sentito una frase tipo questa: “Ah, sarà la solita cavolata, solo questo sappiamo fare…” Puntualmente, senza esserne informati. Un aspetto che non riguarda solo la settima arte, beninteso, ma ogni progetto sul quale non riusciamo a porre la giusta fiducia. Eppure, il grande schermo assume un po’ quel ruolo del capro espiatorio per gli insuccessi e la rabbia italiana.

Insomma, tutto questo spiegone per citare un film. “La peggior settimana della mia vita”, commedia del 2011 con assoluto protagonista Fabio De Luigi. Se l’avete visto, sapete di cosa parla. Per farla breve, nei giorni che precedono il matrimonio gliene capitano di tutti i colori.

Adesso, la domanda è la seguente: qual è stata la peggior settimana calcistica della vostra vita? Quella appena passata. Sì, potrebbe essere una risposta corretta, quanto meno condivisibile.

Un vortice di eventi contrastanti iniziati con l’addio di Zlatan Ibrahimovic domenica sera, per l’ultima volta sul palcoscenico della Scala del calcio. Sembrava essere l’ultima pagina di un capitolo trionfale, pronta per essere girata. Invece, lunedì si è capovolto il mondo rossonero. La conclusione è che non si è soltanto chiuso un capitolo, ma un libro intero, quello della storia d’amore tra il Milan e Maldini.

Per fortuna il calcio non lascia spazio e tempo ai rimugini. La stagione 2023-2024 è già alle porte. Chiudere il cerchio e dare un ultimo sguardo a quanto è appena finito, però, è d’obbligo. Il cinema, allora, ci serve un assist perfetto per farlo. Quale occasione migliore se non assegnando gli Oscar alla stagione del Diavolo?

Miglior attore protagonista

Un anno particolare, in cui nessuno ha avuto la stessa costanza dall’inizio alla fine, tanto per motivi fisici quanto mentali. A gennaio tutta la squadra è caduta nel baratro, nessuno escluso. Al contempo, però, in tanti hanno tirato la carretta. Tonali ha giocato con la fame di chi ama visceralmente la maglia, Theo Hernandez ha illuminato la fascia, Giroud ha lottato, sudato, stretto i denti e segnato gol decisivi.

La realtà, tuttavia, è che il ragazzo con la numero 17 sulle spalle sposta gli equilibri come nessuno in Serie A. In stagione, considerando tutte le competizioni, ha segnato 14 volte e servito 5 assist. Quando il suo sorriso non voleva saperne di presentarsi, la squadra non riusciva ad esprimersi al meglio. Una volta tornato, però, la musica ha ripreso il suo corso e le note jazz del calcio di Leao hanno ammaliato chiunque, come il canto delle sirene con Ulisse.

Miglior attore non protagonista

Un nome e un cognome. Rade Krunic. Il calciatore bosniaco è sottovalutato, almeno da chi non tifa Milan. Non segna molto e fa segnare poco. Non dribbla come Messi e non calcia come Cristiano Ronaldo. Una volta Vicente del Bosque disse di Busquets che guardando la partita nessuno lo avrebbe mai notato, ma osservando lui tutti avrebbero capito la partita. Lungi da me accostare le due figure, lontane anni luce per status e qualità. Eppure, Krunic non si nota quasi mai. Rade agisce con il favore del buio, fa il cosiddetto lavoro sporco. Chiude le linee, disturba i passaggi, fa ripartire l’azione, raddoppia e aiuta i difensori, spesso si lancia in attacco, può giocare ovunque. Nel mondo non ci sono solo Batman, per fortuna esistono anche i Robin.

Miglior scenografia

Potendo assegnare più di un premio, le scelte sarebbero semplici. Ogni notte europea casalinga del Milan merita l’Oscar per la miglior scenografia, così come Milan-Juventus di inizio campionato. Per questa ragione il riconoscimento va a San Siro, sempre pieno, costantemente vicino alla squadra, pronto a sostenere i ragazzi anche nei momenti di difficoltà maggiori. I sold out di lunedì, mercoledì e venerdì sera sono l’emblema della passione e della lealtà verso i colori.

coreografia milan
coreografia milan

Miglior canzone originale

Sull’onda lunga del mondiale in Qatar vinto dall’Argentina al passo con le note di “Muchachos”, era inevitabile che la melodia sudamericana facesse proseliti anche oltreoceano. La Curva Sud ha voluto onorare la canzone, adattandola alle esigenze rossonere e dando vita all’ormai celebre “Bandito, una vita accanto al Diavolo”.

Miglior film

Certe notti, cantava Ligabue. Certe notti il Milan si ricorda di non essere più la nobile decaduta che nella seconda parte del 1900 dominava e insegnava calcio, con un occhio di riguardo sul decennio a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Certe notti il Milan smette di essere un gigante dormiente e il DNA europeo lo trasforma in creatura mitologica o supereroica, scegliete voi.

Napoli-Milan 0-4 è stata indubbiamente la partita più esaltante e inaspettata della stagione, ma l’Oscar al miglior film non può che andare alla notte di Champions del Maradona. Un pareggio che è valso una semifinale attesa 16 anni. 90’ in cui ogni pezzo ha trovato il suo incastro. Il rigore sbagliato da Giroud che avrebbe potuto tagliare le gambe alla squadra. La rete del vantaggio del numero 9, servito da Leao al termine di un assolo miracoloso. Il rigore parato da Maignan a suggellare l’impresa.

Bonus extra

(Miglior) NON protagonista

Non fraintendetemi. Questa non sarà una critica a Charles De Ketelaere, oggi visto come il villain che è costato il ruolo a Paolo Maldini. La sua stagione è stata di molto al di sotto delle aspettative. Il paragone con le prime annate in maglia rossonera di Leao e Tonali ha accompagnato l’annata dei tifosi rossoneri dall’inizio alla fine, quasi a rivestire il ruolo del premio di consolazione.

I 35 milioni spesi per portarlo a Milano non sono stati pochi, specie per un ragazzo che arriva da un campionato e un calcio molto diversi e inferiori a quello italiano. La pressione mediatica, poi, ha fatto il resto, debilitando mentalmente l’uomo prima che il calciatore. Difficile stabilirne il valore, perché Charles ha fatto vedere davvero poco.

Gli unici sprazzi del suo indubbio talento si sono visti nelle prime battute, a cui è seguito il nulla, complice anche il sempre meno spazio trovato. La certezza è che le capacità di De Ketelaere sono migliori di quelle messe in mostra. Aspettare è la parola d’ordine. Nel mentre, inevitabilmente, l’Oscar al (Miglior) NON protagonista spetta a lui.

Migliore comparsa

Altro premio che non esiste. Poco importa. In questo Milan 2022-2023 c’è stato un ragazzo che ha messo tutti d’accordo, pur non giocando quasi mai. Yacine Adli è entrato di prepotenza nei cuori dei tifosi rossoneri, dimostrando un attaccamento alla maglia raro, nonostante i pochi minuti datigli a disposizione da Stefano Pioli. Ha ballato con Theo Hernandez sulle note dei cori della Curva Sud, cantando. Ha organizzato un pranzo a casa sua invitando tutta la squadra per compattarla in vista degli ultimi impegni.

Adli, avrebbe potuto chiudersi a riccio, domandandosi il perché dell’ostracismo nei suoi confronti. Non lo ha fatto. Al contrario ha sempre messo davanti a tutto l’amore per il Milan. I tifosi se ne sono accorti, ricambiando l’affetto in maniera gigante. Per rendersene conto è sufficiente farsi un giro sui social. Del futuro non v’è certezza, anche se il desiderio generale è che l’algerino possa giocarsi le sue chance, mettendo in mostra un talento solamente intravisto. Una comparsa eccezionale, la migliore degli ultimi anni.

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