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Questo calciomercato è stato lo specchio della disorganizzazione: l’analisi

furlani moncada

Quella di ieri è stata una giornata ardua e carica di notizie. Il Milan si è reso protagonista nelle ultime ore di mercato, concretizzando però esclusivamente Tammy Abraham. La gestione delle trattive non si può dire abbia soddisfatto il popolo rossonero, al contrario ha innalzato un vero e proprio polverone, una sorta di rivolta mediatica. Analizziamo nello specifico cos’ha portato i sostenitori del Diavolo ha reagire in questo modo.

L’ATTACCO: ZIRKZEE UN SOGNO DESTINATO A NON REALIZZARSI

Partiamo dal reparto più chiacchierato dell’ultimo periodo. Per diversi mesi il nome dell’ex numero 9 del Bologna, Joshua Zirkzee, si è trovato in cima al taccuino di rinforzi della dirigenza di via Aldo Rossi. La trattativa sembrava ormai data per fatta fino a quando i rossoneri sono venuti a conoscenza delle richieste dell’agente. Quest’ultimo, Kia Joorabchian, avrebbe avanzato una richiesta di 15 milioni per le commissioni, cifra che il Diavolo non aveva intenzioni di versare nelle tasche del procuratore, facendo saltare ufficialmente la contrattazione.

Il piano B ha guardato al recente campione d’Europa in carica con la Spagna Alvaro Morata, con un occhio prima a Fullkrug che ha poco dopo firmato però per il West Ham, malgrado il Milan avesse il “si” del giocatore. L’ex Atletico Madrid ha deciso di sposare il progetto rossonero. Per questo la società ha versato nelle casse del club spagnolo l’intera cifra della clausola: 13 milioni di euro. Fatto il suo ingresso a Milanello l’ex Juve ha scelto di indossare la maglia numero 7, concessa gentilmente dall’ormai ex compagno Yacine Adli, in quanto la numero 9 aveva già un proprietario, Luka Jovic. Il serbo infatti, fresco di rinnovo, si è preso la responsabilità di indossare sulle spalle ciò che prima era su quelle di Oliver Giroud. Il 26enne viene schierato da Fonseca titolare alla 1° giornata di campionato, per poi essere successivamente messo fuori rosa a 24 ore dalla fine del mercato.

In contemporanea, e viste le lacune delle prime partite, Moncada e Furlani decidono di intervenire ulteriormente sul mercato. Il tempo stringe e una seconda punta è fondamentale. Così decidono di acquistare Abraham a titolo temporaneo a poche ore dalla chiusura delle porte.

FASCIA DESTRA: IL SACRIFICATO

Passiamo alla questione Alexis Saelemaekers. Il belga, escluso dai piani del Bologna che non ha effettuato il riscatto voluto dai rossoneri, ha fatto ritorno a Milano i primi giorni di mercato. Viene quindi reintegrato e parte con la squadra per la Soccer Champions Tour in America. Gioca tutte le amichevoli della pre-season e fa innamorare il tecnico portoghese: “È un giocatore che mi piace molto. Mi piace la sua qualità. Penso che sia il tipo di giocatore che ogni allenatore vorrebbe avere, perché può giocare in diverse posizioni“. Viene schierato negli 11 titolari le prime due giornate, giocandone una, tra l’altro da terzino sinistro.

L’ammirazione dell’ex Lille non è bastata per farlo rimanere a Milano. Saelemaekers viene messo sul mercato a 2 giorni dalla fine, usato come pedina di scambio per arrivare all’attaccante inglese.

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CENTROCAMPO: IL NUOVO KESSIE

Il grande obiettivo del reparto viene acquistato. Dopo un lungo periodo di contrattazione il Monaco molla la presa e Youssouf Fofana fa il suo approdo a Milano per 25 milioni di euro più bonus. I rinforzi in questa zona di campo non terminano qua, o almeno l’intenzione era questa. Sul taccuino era presente anche il nome di Koné, come confermato da Ibrahimovic, ma era necessario fare spazio in rosa. Per questa ragione fanno le valige Pobega e Adli, ma il giocatore firma per la Roma.

Contemporaneamente Bennacer viene schierato titolare la prima giornata. Non si allena per tre giorni ma la sua permanenza sembra certa. Le offerte dall’Arabia non sono all’altezza. Si inseriscono l’ultimo giorno di mercato Atletico Madrid e Marsiglia. Il club francese, intenzionato a richiedere un prestito, non riesce a concretizzare le operazioni in uscita. Per questo motivo abbandona ufficialmente la pista facendo così rimanere l’algerino a Milano, che per la gara di stasera non verrà convocato. Con la sua permanenza salta anche la contrattazione per Rabiot a parametro zero, seguito per tutto il periodo di calciomercato.

LA DIFESA: IL “NUOVO STAM” FA SPERARE

Arriviamo infine all’ultima zona di campo, la difesa. La prima necessità assoluta era un rinforzo a destra. Seguito per molto tempo da Moncada viene preso Emerson Royal, di cui i tifosi non sono estasiati ma a cui bisogna dare il tempo di ambientarsi. La necessità però non si ferma ad un terzino, serviva anche un centrale. Detto fatto. Arriva di conseguenza Pavlovic, etichettato come “il nuovo Stam”. Convince fin dal primo giorno e, malgrado la sconfitta conto il Parma, vince il premio di MVP. Col suo sbarco si crea inevitabilmente un problema liste, è obbligatorio quindi effettuare una nuova cessione. Inizialmente l’indiziato ideale sembrava Thiaw, accostato molteplici volte al Newcastle, poi il sacrificabile si rivela Pierre Kalulu.

Operazione in prestito oneroso a 3 milioni, con diritto di riscatto fissato a 14 milioni più bonus. E il vice Hernandez? Gli occhi ricadono su Jimenez. L’ex Real Madrid però è impegnato nelle gare col Milan Futuro. L’alternativa per questo si chiama Filippo Terracciano. Più volte si è trovato al centro dei rumors di mercato: prima Monza poi Como. Come sono terminate le trattative? Con l’ex Verona che partirà titolare questa sera contro la Lazio, come riferito da Luca Bianchin, lasciando Theo Henernandez in panchina.

MA È VERAMENTE TUTTO DA “BUTTARE”?

Insomma, la parola per descrivere questo calciomercato non è sicuramente “organizzazione”. La società sembrerebbe aver avuto per tutto il periodo di mercato le idee confuse. Ma è veramente tutto da “buttare”? No. Senza dubbio sono stati fatti interventi nelle zone di campo che richiedevano maggiore necessità. Tra questi l’acquisto di Fofana, fondamentale per risolvere un problema che la squadra si porta dietro dall’addio di Kessie. C’era difatti la necessità di trovare un innesto in grado di fare da filtro tra il centrocampo e la difesa, e il suo è il nome più adeguato per ricoprire tale ruolo. Inoltre sarebbe stato opportuno trovare un’alternativa a Hernandez, che ruotasse con Jimenez, argomento sottovalutato in questa sessione estiva, che col passare delle partite si renderà cruciale.

Malgrado i rinforzi necessari siano di fatto sbarcati a Milano, la sensazione nell’aria è che il lavoro non sia stato eseguito come desiderato. Ora però bisognerà concentrarsi sulle prossime gare ufficiali e utilizzare l’imminente pausa nazionali per riordinare i pensieri e ritrovare la complicità perduta dopo la vittoria del tricolore nel 2022. A Fonseca e la squadra spetterà una consistente quantità di lavoro per ritrovare la retta via.

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