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Reijnders si racconta: “Ecco cosa mi ha ispirato a scegliere il Milan”

Reijnders MVP

Poco più di un anno e mezzo in rossonero e Tijjani Reijnders ha già fatto innamorare i tifosi del Milan. La faccia da bravo ragazzo e la raffinatezza di un gentelman con il pallone tra i piedi: il centrocampista olandese, dopo una stagione di rodaggio sotto la guida Pioli, è riuscito a trovare anche la fiducia sotto porta che gli mancava. In esclusia ai microfoni di Cronache di Spogliatoio e Rivista Undici, Reijnders ha parlato così della sua esperienza in rossonero finora. Queste le sue parole, riprese dal magazine che lo vede protagonista in copertina, già disponibile in edicola dalla giornata di oggi.

Sul miglioramento in fase realizzativa

“Anche l’anno scorso avevo avuto parecchie occasioni, ma sotto porta mi mancava freddezza. Adesso invece i gol stanno arrivando, spero di continuare così fino a fine stagione. È un momento molto positivo per me, ma cerco di non stare a sentire quello che si dice all’esterno, penso a rimanere concentrato su quello che devo fare”.

Sul suo arrivo in rossonero

“Ricordo che dissi a mio padre: è il club che voglio. Nella mia decisione ha contato anche la storia del Milan, è stata una delle prime cose a cui ho pensato. Da qui sono passati un sacco di campioni: van Basten, Gullit, Rijkaard…giocatori con uno status leggendario. Per me è straordinario avere la possibilità di giocare per lo stesso loro club”.

“È uno dei miei sogni più grandi diventati realtà: questo club è una delle più grandi squadre al mondo. Essere qui mi riempie di gioia e di orgoglio. E quello che mi dà il club è bello, mi dà tanto calore. È una sensazione che mi fa andare ogni giorno a Milanello con un grande sorriso”.

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Reijnders

Il suo momento preferito

“La partita contro il Real Madrid è stata la notte perfetta. La aspettavamo con ansia, quella partita. Era importante perché dovevamo vincere. È stata una serata magica: abbiamo dimostrato la nostra forza, ci ha aiutato a costruire la nostra fiducia. Spero di rivivere notti così. Ci metto anche il derby vinto con l’Inter. Sono momenti che, solo a pensarci, mi riempiono di gioia”.

Sul suo approdo tardivo nel calcio dei grandi

“Forse in passato avrei potuto essere più audace, farmi sentire di più. Perché ho aspettato davvero a lungo prima di avere una grande opportunità. Ma alla fine ogni cosa è pianificata, e magari per me aspettare un po’ di più è stato un bene”.

Sulla Serie A

“All’inizio è sempre difficile. Fortunatamente ho ricevuto tanta fiducia da parte dell’allenatore e dei compagni l’anno scorso, il che mi ha aiutato ad adattarmi più velocemente. In Italia ho imparato che un sacco di squadre giocano uomo a uomo, che è un campionato davvero competitivo, dove ogni partita è difficile. Se non sei concentrato vieni punito. E c’è tanta attenzione nel preparare le partite, molto di più rispetto a come ero abituato in Olanda”.reijnders

Sul modello di ispirazione

“Kevin De Bruyne. L’ho seguito tantissimo, ho guardato un sacco di suoi video quando ero più giovane. È un po’ il mio modo di giocare, un centrocampista box-to-box che imposta la manovra e aiuta in fase di finalizzazione”.

Sul rapporto con la famiglia

“Mio padre dice sempre: mai montarsi la testa, bisogna restare umili. Mai guardare le persone dall’alto verso il basso, mai sentirsi migliori di qualcun altro. È un concetto che mi sta molto a cuore e penso che sia veramente importante: conta essere normali, rimanere se stessi”.

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