Samuele Ricci è diventato una certezza della Nazionale di Luciano Spalletti. Titolare in tutte e tre le sfide di Nations League disputate finora, il classe 2001 sta dimostrando una maturità fuori dal comune per la sua giovane età. Qualità e visione di gioco, oltre alla capacità di non sfigurare tra i grandi. Il centrocampista del Torino ha già attirato l’attenzione di molti club, tra cui il Milan, che lo segue con interesse da anni. La sensazione è che a breve possa arrivare il salto in una big. Di questo e tanto altro ha parlato Ricci in un’intervista concessa a Rai Sport.
Sulle sue caratteristiche
“In campo mi guardo spesso alle spalle? Può fare la differenza, poi uno deve essere già predisposto a un certo tipo di gioco. Non si allena come altre cose l’essere centrocampista, comunque ho allenato il fatto di girare la testa. Tante volte non basta neanche guardare due volte, anzi devi farlo il doppio. È una cosa che mi hanno insegnato, anche Spalletti mi ha detto di farlo molto. È molto importante. Il mio mister a volte mi manda dei video, molti di Rodri. Lì si vede la stoffa del grande giocatore, anche su piccole cose“.
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Sulla sua prestazione contro la Francia
“Se il click della mia carriera è stata la partita contro la Francia? Sì, questo è un po’ il calcio. Magari fai 100 partite, poi ne viene considerata solamente una. Ci siamo trovati subito uniti, c’è stata una grande prestazione della squadra, per me era la prima dopo l’Europeo mancato. Tutti si sono accorti di quanto è forte Ricci? Sì, sicuramente sì, perché certe partite con certi giocatori devi giocare in maniera differente. Ho pensato a fare ciò che sapevo, al mio meglio, senza strafare ed è andata meglio così”.
Sul suo ruolo
“Se nel ruolo mi sento a mio agio? Devo ancora migliorare su tantissime cose. Ho già fatto il mediano in passato, ma devo migliorare il posizionamento, che fa tantissimo la differenza. Anche con Vanoli lo guardo molto, mi manda dei video”.
Sull’interesse di Milan e Manchester City
“Che effetto fa essere accostato a Milan e Manchester City? Sicuramente fa tantissimo piacere, ma ho imparato a conoscere il calcio un po’. Quando le cose vanno bene vieni accostato a questi club e gratifica perché significa che il lavoro è quello giusto, la strada è quella giusta”.
Sul Torino
“Il Torino ha una tifoseria molto esigente? Meritano qualcosa in più, è un club importante con una storia che quasi nessuno ha e quindi giustamente i tifosi sono esigenti. E’ giusto che noi proviamo a ripagarli degnamente”.
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