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Sacchi: “Ecco cosa deve fare il Milan per tornare a essere grande”

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In una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore rossonero, Arrigo Sacchi, si è espresso così sul Milan. L’ex tecnico ha proposto delle scelte future che il club di via Aldo Rossi deve fare per tornare a essere grande. Queste le parole di Sacchi:

“Ho sempre pensato che il club, con la sua storia e le sue idee, viene prima dell’allenatore e l’allenatore prima dei giocatori. Questo significa che il ruolo determinante dev’essere quello della proprietà in questa vicenda. È fondamentale che tutto funzioni, che il motore giri senza problemi e che ci sia perfetta sintonia tra le varie componenti della società”.

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Berlusconi

– prosegue Sacchi – era colui che dava la linea, Galliani faceva in modo che questa linea fosse seguita e Braida faceva lo stesso. Poi c’ero io, ovvero l’allenatore, che aveva il compito di trasformare queste idee in gioco, in perfetta armonia con i dirigenti. Quando Berlusconi mi disse che voleva vincere e convincere, che il calcio per lui era spettacolo e che divertire il pubblico era il suo obiettivo, ciò che dovevo fare mi è subito stato chiaro: proporre un gioco innovativo, bello, coinvolgente e trascinante. Questo successo è stato possibile perché c’era piena condivisione di vedute tra dirigenti e allenatore, tra amministratore delegato (Galliani ndr.) e direttore sportivo (Braida ndr.), tra allenatore e giocatori”.

Sempre Sacchi ha fatto un confronto con il club di quest’anno, che non rispecchia il modus operandi di quando Berlusconi ha amministrato la società: “I problemi del Milan di quest’anno sono figli degli errori fatti l’estate scorsa: dicendolo non scopriamo chissà quale segreto. Non c’era chimica, evidentemente, tra chi doveva lavorare assieme. Tant’è vero che Fonseca è stato esonerato alle prime difficoltà.

Chi fa parte del club deve remare nella stessa direzione con l’obiettivo di raggiungere il traguardo prima degli avversari. Se ognuno, invece, va per conto proprio e cerca di salvare sé stesso soltanto, finisce che non arriverà da nessuna parte. Ecco, proprio perché al Milan voglio molto bene, mi auguro che ora, in questo periodo che è cruciale per la definizione della prossima stagione, non si commettano gli errori del recentissimo passato e, soprattutto, che so punti su persone affidabili: il direttore sportivo, l’allenatore e i giocatori. Tutti uniti e con una chiara idea che proviene dal vertice del club, si può pensare di tornare grandi, ha concluso Sacchi.

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