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Sacchi: “Fonseca ha fatto bene, anche a me capitò con Van Basten”

Sacchi

Intervenuto sulle colonne de “La Gazzetta dello Sport”, Arrigo Sacchi ha parlato del momento del Milan dopo la strabiliante vittoria in Champions League in casa del Real Madrid per 1-3. Queste le dichiarazioni dell’ex tecnico rossonero:

Camarda titolare? Sono sincero: non conosco in modo approfondito questo giovane attaccante, se non per le poche apparizioni che ha fatto in maglia rossonera. Ma se Fonseca lo ritiene pronto per giocare significa che ha qualità. Non ho mai incontrato allenatori che schierano calciatori nei quali non credono ciecamente. Sicuramente, dando fiducia a un ragazzo di sedici anni, Fonseca si prende qualche rischio.

Camarda - acmilan.com
Camarda – acmilan.com

Se incontrerà problemi durante la partita, o se la partita non si metterà sui binari giusti e magari il Milan non riuscirà a vincere, ecco che le colpe pioveranno sulla testa dell’allenatore. Questa è la cultura del calcio in Italia. Io, invece, dico fin da adesso che Fonseca fa bene a lanciare Camarda, indipendentemente dal risultato che scaturirà. Fa bene principalmente per due motivi. Il primo: schierare un ragazzo, del quale si apprezzano le qualità e s’intuiscono i margini di miglioramento, è un messaggio al futuro. Il secondo: così facendo l’allenatore dimostra di avere pieno controllo del gruppo e di non farsi condizionare dai nomi”.

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Sacchi poi aggiunge:

“Fonseca è un tecnico che, in questi primi mesi da milanista, ha dimostrato di non avere problemi a mandare in panchina campioni famosi. Il caso più eclatante è certamente quello di Leao, e dalla prestazione che il portoghese ha offerto al Bernabeu contro il Real Madrid sembra che l’esclusione gli abbia fatto bene. Anche a me è capitato di far “riposare” Van Basten: avevo le mie ragioni e, alla lunga, le ha capite anche Marco.

Sacchi su Leao
Leao

C’è una cosa che mi preme sottolineare. L’allenatore ha il diritto, e secondo me anche il dovere, di mostrare il proprio coraggio, come fa Fonseca inserendo Camarda tra i titolari. Però la società deve supportarlo. È fondamentale, in questo momento specifico, l’appoggio del club: l’allenatore deve sentirsi protetto e, soprattutto, deve avvertire la fiducia dell’ambiente”.

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