Arrigo Sacchi ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport su un approfondimento del nuovo Milan di Pioli. L’ex allenatore rossonero ha anche parlato dei nuovi arrivati. Queste le sue dichiarazioni:
“I giocatori del Milan non pensino di essere già arrivati, perché si è svelti a cadere dalle nuvole e ci si fa male. Bisogna che continuino su questa strada e migliorino perché alcune correzioni sono necessarie”
Un analisi tattica sul Milan: “Vorrei vedere una squadra più ordinata, anche se bisogna dire che il Milan ha cambiato molti elementi rispetto alla scorsa stagione e per raggiungere certi automatismi serve tempo. Ci devono essere sempre undici giocatori in posizione attiva con la palla o senza. Soltanto in questo modo si raggiunge il massimo del gioco, e in fase di possesso ci deve essere sempre movimento: uno va in profondità e uno viene incontro, uno si offre per il passaggio laterale e un altro copre le spalle”
Sulla vittoria a Bologna: “Mi ha soddisfatto perché in primo luogo ero molto curioso di vedere all’opera il gruppo di Pioli. Visti i nuovi arrivati quest’estate, qualche dubbio ce l’avevo. Devo ammettere che i rossoneri hanno disputato una partita positiva e i gol sono arrivati abbastanza facilmente. La squadra è stata padrone del gioco e del campo”
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“Però – prosegue Sacchi – sono uno che non si accontenta mai. Credo che l’aggressività vada migliorata. Se il modulo di riferimento è il 4-3-3, è necessario che le due ali rientrino di più in fase difensiva e vadano a pressare alto il portatore di palla avversario. A sinistra, dove agiva Leao, questo non è stato fatto. Forse Leao non ha il temperamento per questo tipo di movimento, però bisogna che si convinca a poterlo fare. Il suo compito deve essere pressare e attaccare gli spazi. Le qualità tecniche e fisiche non gli mancano”
Cosa dovrà fare il Mister? “Pioli dovrà essere bravo a convincere tutti che è importante fare il proprio gioco. Stefano è un allenatore molto preparato e molto intelligente. Sono certo che avrà già individuato i dettagli sui quali intervenire”
Cosa farebbe lei? “Bisogna migliorare i tempi delle giocate, che devono essere precisi. Anche le distanze devono essere corrette. Il Milan è riuscito a stare corto, ma dev’esserlo ancora di più. I difensori devono salire fino alla linea di centrocampo in fase offensiva”
Su Pulisic e Reijnders:“Pulisic ha fatto un gran gol e mi è piaciuto come si è mosso sulla fascia. Deve imparare ad aiutare di più in difesa. Reijnders mi è sembrato un giocatore dalla testa ai piedi. Tutto quello che ha fatto lo ha fatto bene. È un centrocampista che attacca coi tempi giusti, sa quando è il momento di giocare in profondità o quando è più corretto fare un passaggio in orizzontale”
Reijnders come Rijkaard? “Non bisogna esagerare coi paragoni. Giocatori come Frank ce ne sono stati pochi. Però questo Reijnders mi mette molta curiosità e lo seguirò tanto. Mi ha colpito perché appena riceve palla sa sempre cosa fare. Questo significa che ragiona in anticipo, e ciò è un vantaggio non da poco”
Cosa pensa dei terzini che attaccano in zona centrale? “È una bella idea che va perfezionata. I terzini, come tutti gli altri giocatori, devono fiondarsi negli spazi liberi. Questo è il calcio moderno, che non è più statico e noioso come negli anni Sessanta. Il Milan sembra voler proseguire la strada della modernità, e questo mi fa molto piacere”
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