Maurizio Sarri è senza dubbio una delle personalità meno banali del panorama calcistico italiano. Il mister, noto per le sue grandi abilità tattiche, dopo aver lasciato al termine della scorsa stagione la panchina della Lazio, si sta guardando attorno in cerca di una nuova destinazione. L’ex tecnico del Napoli ha rilasciato un’interessante intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport, trattando vari temi sulla Serie A e sulla sua carriera in generale.
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Su un suo possibile ritorno ad allenare ha dichiarato: “Spero di tornare prima di gennaio. Dipenderà dalle situazioni, dalle offerte che riceverò, dalle motivazioni. Dalla telefonata che mi trasmetterà più adrenalina. Non mi vedo all’ultimo ballo! Ho ancora voglia di allenare e penso di essere nelle condizioni di poter dare qualcosa”.
Sull’Inter favorita in campionato: “La prima impressione è quella. Ma aspetto l’evoluzione di tante squadre. C’è da vedere la Juve di Motta. E pure il Napoli di Conte. Anche il Milan può avere un’evoluzione positiva, la rosa è forte. Stesso discorso per la Roma, che ha aggiunto nuovi giocatori”.
Sulle voci relative ad un suo approdo al Milan, Sarri ha detto: “Io sulla panchina del Milan? Mi sembra brutto parlarne in questo momento, serve rispetto. Paulo Fonseca è un buon allenatore e un uomo di livello, l’ho conosciuto di persona: è all’inizio di un percorso ed è giusto che stia sereno. Non voglio entrare in questi discorsi. Il Milan può avere un’evoluzione positiva, la rosa è forte”.

Su chi è il centrocampista più forte del campionato tra Koopmeiners, Calhanoglu o Loftus-Cheek: “Io sono affezionato a Loftus-Cheek, che ho allenato al Chelsea. Ma parliamo di giocatori diversi: compararli sarebbe fantacalcio, non calcio”.
Su chi gli piacerebbe allenare: “Dico due italiani: Berardi e Tonali. Una squadra per avere un’anima deve avere un blocco di giocatori del proprio paese. Sono contento per la vittoria dell’Italia di Spalletti contro la Francia, forse è l’inizio di un ciclo nuovo. Probabilmente all’Europeo siamo arrivati scarichi, ci fa calcio lo sa: è colpa di tutti e di nessuno.”
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