Il talento italiano c’è. I primi segnali della nuova stagione lo hanno dimostrato: Cissé ha segnato all’esordio con il Milan, Pio Esposito si è fatto notare con un tacco in Inter-Monza, mentre Vergara e Romano sono andati in gol.
Il Corriere della Sera ha parlato proprio di “Made in Italy”, che nel calcio italiano manca ormai da diversi anni. Il problema, però, non è la mancanza di giovani talenti, ma la difficoltà nel dare loro spazio e continuità. Molti ragazzi crescono nei settori giovanili e mostrano qualità importanti, ma quando arrivano in prima squadra fanno spesso fatica a trovare minuti e fiducia.
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A volte, infatti, si preferisce acquistare un giocatore straniero già pronto invece di puntare su un giovane italiano. Altri ragazzi vengono mandati in prestito, ma non sempre riescono a trovare continuità e a crescere come sperato. Per crescere, però, un giovane ha bisogno soprattutto di giocare e avere la possibilità di sbagliare.

Questo riguarda anche la Nazionale, che ha bisogno di un numero maggiore di giovani italiani pronti a giocare ai massimi livelli. Se i ragazzi fanno fatica a trovare spazio nei grandi club, diminuisce anche il numero di giocatori italiani forti a disposizione della Nazionale. Per questo, valorizzare i giovani è importante non solo per i club, ma anche per il futuro dell’Italia.
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