Non so se conoscete Tijjani Reijnders, il centrocampista del Milan, ma per anni non è stato conosciutissimo. Fino all’anno scorso in pochi sapevano del suo nome nel mondo del calcio italiano. Sembrava il nome del classico tipo che, più o meno, non è il centro della festa e che non partecipa agli eventi. Non quello popolare. Ma poi, con il tempo, il classe ’98 è arrivato fino al Milan nella scorsa estate, e nei primi mesi sembrava tutto chiaro.
“Un giorno troverò le parole giuste, e saranno semplici” diceva Jack Kerouac. Poi, a settembre Pioli diceva la stessa frase e ci aggiungeva alla fine “Tijjani Reijnders”. Le due parole più giuste e semplici del mondo. Nel senso che nel Milan poteva giocare chiunque a centrocampo, ma Reijnders non si discuteva. In mezzo al campo, il piano è sempre stato due più l’olandese. Uno capace di grandi suggerimenti e che ha i bonus nelle gambe.
Ma poi in questo percorso fatto con la velocita 2x, tanto che siamo già arrivati a marzo senza altre interruzioni e considerazioni, qualcosa è cambiato. Come se Reijnders si fosse fatto un’altra cosa, come se tutto fosse cambiato. Ma non va così.
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Per un po’ è stato come se Bennacer è di un’importanza fondamentale con tutto l’equilibrio che dà. Come se Adli è super-motivato e, intanto, Loftus-Cheek sta montando grandi numeri. Come se Reijnders non fosse più imprescindibile come prima, come se tutto l’entusiasmo di settembre fosse svanito. Sembrava che l’ex AZ non desse più le stesse sensazioni.
Come se qualche tiro mancato e qualche esitazione tipica del suo gioco non fossero abbastanza giuste.
Bene, invece nelle ultime gare, dopo qualche panchina (era anche appena diventato papà) Reijnders ha segnato allo Slavia Praga ed ha definito gli equilibri della sua Nazionale, una volta per tutte. Contro la Scozia è arrivato un gol ed un assist e tante altre grandi sventagliate e conduzioni di palla. Koeman che, dal canto suo, già aveva asserito che: “Nell’Olanda giocano Reijnders e poi anche gli altri”, non è mai stato così sicuro di usare il rossonero come arma dal primo minuto.
Tijjani Reijnders si è preso la Nazionale dell’Olanda e l’ha fatto alla sua maniera. Non è per niente quel ragazzo che, tutto qua, sorride e lo conoscono pochi. Quello che nell’era dei follower non sa farsi valere o quello che sta seduto alle feste. Non è nemmeno il ragazzo che sta dentro casa a fare chissà che il sabato sera.
Reijnders fa parte della festa, non so se sapevate che era fatto tutto così, ed ora è pronto per essere ancora più centrale nel progetto Milan. Almeno quanto lo è nell’Olanda. Perché, chissà perché, l’ex AZ Alkmaar è diventato il punto fermo della Nazionale degli Oranje, ed è troppo importante.
Ultimamente, lui è fatto così. Non so se lo sapevate.
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