La dirigenza rossonera per molti è ancora un mistero, sopratutto sul come interagiscono le varie figure, da Tare ad Ibra.
Il Milan questa stagione ha fatto una vera e propria variazione nei piani alti, l’arrivo dell’esperto direttore sportivo Igli Tare, ha tolto dai riflettori Zlatan Ibrahimovic, che è stato spesso e volentieri messo davanti ai microfoni in nome del Milan.
Il problema è che Ibra inizialmente non doveva prendere questo tipo di compiti, ma bensì essere l’uomo che potesse raccontare direttamente a Cardinale, come si stessero comportando i giocatori rossoneri, come figura di mezzo, tra dirigenza e calciatori.
Alcune uscite sono state oggetto di critiche da parte di tifosi e figure all’interno del mondo del calcio. L’Ibra dirigente non si era ancora scollegato completamente dalla figura del calciatore. Questo ha portato alla dirigenza rossonero di inserire nell’organico dirigenziale l’ex Lazio.
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In ogni conferenza stampa dei nuovi acquisti infatti la presenza dirigenziale è stata quella di Tare, e non più quella di Ibra, come accadde nel mercato invernale 2025.
Tare ha portato serenità, professionalità e molta competenza, come nel caso dei rinnovi di giocatori chiave come Maignan e Saelemakers, concordato con l’allenatore rossonero Allegri. Ma come va in dirigenza tra le varie figure?
Il Milan ha vissuto mesi complessi nel comprendere il ruolo delle varie figure nella dirigenza, da Furlani a Ibra e Monaca. L’aggiunta di un vero direttore sportivo avrebbe potuto portare qualche screzio interno.
Sopratutto tra due figure che non hanno alcun problema a dirsi le cose in faccia come Tare, che si è fatto il callo con Lotito alla Lazio ed Ibrahimovic.
A commentare questo tipo di relazione tra lo stesso Tare ed Ibra è proprio il direttore sportivo, al programma di Dazn “Giorgia’s Secret”:
“Non è vero che è abituato a fare tutto da solo. Se lo conosci è una persona molto sensibile. Ho un buon rapporto con lui, ci diciamo le cose in faccia, a volte anche in modo duro, ma arriviamo entrambi dai Balcani, quindi accettiamo entrambi che le cose vengano dette anche così”.
La dirigenza del Milan dunque non vive nella confusione come in molti dicono, ma con un organico pronto a lottare verso un obiettivo univoco. Cercando di rispettare i propri ruoli e competenze per il bene dell’AC Milan.
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