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Theo Hernandez Maldini, viaggio dalla fascia al centro: il Milan ha ritrovato l’espresso francese

Theo Hernandez

C’era una volta un Theo Hernandez indolente, spento e apparentemente privato di ogni minima particella del talento tecnico e fisico donatogli da Madre Natura. Il Theo Hernandez di Milan-Atalanta di Maggio 2022, quello che con una rete senza senso consegnò la quasi aritmetica del 19esimo titolo rossonero. Imprendibile, irresistibile, un vero e proprio incubo per chiunque, specialmente quando in perfetta sintonia con il partner in crime per eccellenza, Rafael Leao. Una sinfonia di prepotenza energica e dinamica in grado di sconquassare tutto e tutti.

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Così è stato per quattro stagioni, con una leggera flessione nei due mesi bui di inizio 2023 che avevano messo in ginocchio il Milan per intero, non solo l’ex Real Madrid. L’inizio di questa stagione, poi, ha cambiato il mondo. L’addio di Maldini ha, in qualche modo, fatto involvere Theo. Da agosto a poche settimane fa, del meraviglioso terzino francese ammirato negli scorsi quattro anni non era rimasto nulla, tant’è che si parlava già di cessione a fine campionato. Dovendo sacrificare uno dei campioni tanto vale partire da lui, ormai irriconoscibile.

Spesso, però, le parole e i pensieri corrono più veloce dei fatti. Non va più d’accordo con Pioli, è stanco del Milan, vuole cambiare aria. Chi può stabilire la verità? Nessuno, se non lui. In campo lo ha fatto, smentendo chiunque avesse già emesso e sputato sentenze. Theo Hernandez è tornato e lo ha fatto nel modo più sorprendente. Lo ha fatto spostandosi, cambiando ruolo, accettando una sfida impostagli dalle circostanze, visti i tanti infortuni in difesa, e dal mister. Niente più fascia sinistra, ci si sposta al centro, accanto a Tomori o Kjaer.

Risultato? Il Milan è tornato a vincere e convincere. Certo, c’è voluto qualche momento di assestamento, poi però la situazione è deflagrata positivamente. Quello che più conforta e rincuora è che la critica che è sempre stata mossa nei confronti del numero 19 era quella di essere eccessivamente bravo ad attaccare e decisamente meno a difendere. Falso. Ora abbiamo apprezzato tutte le qualità difensive del francese. Ha fisico, copre lo spazio, legge le azioni con anticipo, è veloce. Da centrale, inoltre, quando parte è persino più pericoloso. Le sortite sono inaspettate e gli avversari non sanno come opporre resistenza. Il suo piede educato, inoltre, è fondamentale nell’impostare dal basso l’azione. Emblematici sono i due gol che ha regalato a Jovic in Coppa Italia contro il Cagliari.

Prima o poi tornerà sulla sua fascia di competenza, ma al momento non se ne sente il bisogno. Florenzi garantisce sicurezza, Jimenez si sta prendendo poco alla volta il Diavolo. Theo è tornato Theo. Sul pezzo, serio, concentrato e, soprattutto, elettrizzante. Forse era il passo necessario per la sua definitiva consacrazione. Uscire dalla confort zone per ampliare il suo arsenale e completarsi. Un po’ come fece Paolo Maldini, un po’ come ha fatto suo fratello Lucas.

Da quando Theo è tornato a brillare lo ha fatto anche il Milan. Escludendo la brutta parentesi di Salerno sono arrivate due vittorie in campionato e una in Coppa Italia. 8 gol fatti e appena uno subito in tre gare. Il Diavolo, nonostante tutte le difficoltà e le critiche feroci piovutegli addosso ha chiuso il 2023 con un punto in più rispetto a come aveva chiuso il 2022 (39 e 38). La vetta è distante, ma questo non deve preoccupare. L’obiettivo, ora, è continuare a correre. I conti si fanno a fine stagione.

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