L’Atalanta, ieri sera a San Siro, ribalta la partita e vola in semifinale di Coppa Italia ai danni del Milan di Pioli. I rossoneri cedono dopo il gol subito, appena un minuto dopo la rete del vantaggio di Leao, e dopo il raddoppio di Koopmeiners non riescono più a recuperare, ma tra i protagonisti del match c’è anche Di Bello.
Una prestazione, soprattutto nel secondo tempo, insufficiente condanna i rossoneri ad uscire anche dalla corsa alla Coppa Italia, dopo essere stati eliminati dalla Champions e dopo un avvio non del tutto positivo in campionato. A rendersi protagonista del match, però, non è stato un giocatore in particolare, o meglio non solo: al termine della partita è stato l’arbitro Di Bello a finire al centro delle polemiche.
Il direttore di gara è stato ampiamente criticato sia dal club rossonero, che dall’Atalanta di Gasperini, ma anche giornalisti ed opinionisti hanno valutato come insufficiente il suo lavoro. Di Bello è stato criticato prima per un rigore non concesso all’Atalanta, poi per il penalty (più che dubbio) fischiato per il fallo in area di Jimenez, infine, per il rigore non concesso al termine del match per un tocco di braccio, in area, della dea.
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Nel post-gara, però, i tifosi rossoneri si sono infuriati non solo per gli errori dell’arbitro, ma anche per delle immagini che ritraggono l’arbitro , a fine gara, dire “andate a casa”. In molti hanno pensato si trattasse di una frase pronunciata contro i giocatori rossoneri, ma è più plausibile (e sia spera) che sia stata in realtà rivolta ai colleghi della sala Var.
Di seguito il video incriminato:
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