INTERVISTE PRIMA PAGINA

Weah ricorda Berlusconi: “Ha sempre creduto in me. Maldini? Vi dico come la penso”

Il Milan di Silvio Berlusconi ha attraversato diverse ere calcistiche, ognuna delle quali costellata da un numero impressionante di calciatori che ne hanno scritto la storia. Campioni destinati a essere ricordati in eterno. Il Diavolo è diventato grande con la “colonia” olandese a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, si è divertito a ritmo di samba con quella brasiliana nel primo decennio del nuovo secolo, ha avuto alcuni tra i calciatori italiani più forti di sempre, come Maldini, Baresi e Pirlo. Nel 1995, però, è atterrato a Milanello uno dei giocatori che più ha fatto innamorare i tifosi rossoneri: George Weah.

Leggi QUI – Futuro Monza, la famiglia Berlusconi ha deciso cosa fare

Il Re Leone è stato il simbolo del Diavolo della seconda metà degli anni ’90, una forza della natura in grado di segnare gol fondamentali e memorabili, come il coast to coast contro il Verona nella giornata d’apertura del campionato 1996-1997.

Unico africano a vincere il Pallone d’oro e il Fifa World Player, Weah è stato capace di reinventarsi una volta appesi gli scarpini al chiodo. L’ex attaccante del Milan, infatti, ha avuto successo in politica, dedicando tutto se stesso al suo paese natale, la Liberia. Nel 2017, a seguito della vittoria nelle elezioni presidenziali, ne è diventato capo di stato.

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Weah, tra le altre cose, ha voluto dedicare un pensiero a Berlusconi, raccontando un aneddoto.

 “Sa chi ha sempre creduto in me? Silvio Berlusconi: diceva che sarei stato un grande presidente per il mio paese. Sono molto rattristato dalla sua morte. Lui per me non è mai stato soltanto il presidente del Milan o il presidente del Consiglio italiano. Ricordo che quando sono arrivato al Milan dalla Francia ho giocato nel trofeo Berlusconi e ho sbagliato un rigore. Cominciavano a criticare, ma lui disse: ‘Può capitare di sbagliare un rigore, non conta. George farà la storia con il Milan’. E abbiamo vinto il Pallone d’Oro”.

Non solo, Weah è anche voluto tornare sulla vicenda relativa all’allontanamento di Paolo Maldini.

Paolo è un campione. L’ho sentito e glielo ho detto, ‘Paolo, non devi abbatterti, il lavoro è così, tutti i lavori hanno bisogno di risultati’. Il Milan si è fermato alla semifinale di Champions e ha dato motivo per mandarlo via. Ma il suo lavoro nel club è buono e non andrà distrutto. Ha visto quanto ha impiegato Guardiola a vincere la Champions con il City? Eppure Guardiola è bravissimo. Ci vuole tempo, ma Paolo ha grandi capacità e avrà ancora successo anche come manager”.

Infine, spazio ai ricordi più belli in maglia rossonera.

“Difficile scegliere. Il mio gol decisivo contro la Roma all’Olimpico forse, la vittoria a Torino contro la Juve nel 1999. Sono stati bellissimi gli scudetti vinti in rimonta: quando credi in un obiettivo e hai qualità, lo raggiungi sempre”.

Segui la nostra pagina Facebook per non perderti nulla del mondo Milan!