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Zazzaroni non usa mezzi termini: “Scarsi, semplicemente scarsi”

Zazzaroni

Ivan Zazzzaroni, Direttore del Corriere dello Sport, si è scagliato contro il mondo arbitrale, dopo quanto accaduto sul prato di San Siro tra Milan e Parma. Quella di Zazzaroni è una riflessione più ampia, che parte dal problema degli errori arbitrali, ma che rischia di avere effetti ben più gravi e profondi, allontanando la gente dal mondo del calcio. Nessuno infatti si stupisce più di niente, la quantità di decisione errate da parte dei direttori di gara, a cui tutti hanno assistito nel corso di questa annata, è quasi senza precedenti.

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Arbitro non certamente aiutati, dai vari protocolli che lasciano troppo margine di interpretazione sulle scelte soggettive e non impongono scelte forti e nette in caso di situazione oggettive. Il gol convalidato al Parma nel pomeriggio di domenica, rappresenta l’esatto opposto di quanto visto e del metro di giudizio utilizzato per larghi tratti di questa stagione. Questo il pensiero di Ivan Zazzaroni, che attraverso i suoi profili social, si è espresso così:

La necessità di intervenire

Il calcio è sempre stato un gioco molto semplice, però se le regole vengono applicate male, se sono confuse o poco chiare, sembra che queste regole non ci siano. Ognuno fa come gli pare. Davanti a una situazione come quella attuale, bisogna intervenire pesantemente, altrimenti c’è il rischio che le persone si allontanino dal calcio. Questo è un dato di fatto assoluto”.

Arbitri - AIA
Arbitri – AIA

Quello che è accaduto a Bergamo o a San Siro non può più esistere, Ci vogliono poche regole, ma definite, chiare e non interpretabili. L’utilizzo del Var deve essere fatto con coscienza. Il titolo del Corriere di lunedì (Ci arrendiamo ndr.) era chiaramente provocatorio: la volontà era quella di imporre una riflessione che forse andava fatta molto prima”.

Il rischio più grande

Mancano ancora due mesi e mezzo alla fine del campionato, i posti in Champions e la salvezza sono ancora in ballo. Sono scarsi, semplicemente scarsi, non c’è malafede. Questa non è una giustificazione, dato che il calcio sta perdendo la sua essenza di chiarezza e semplicità”.

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