Un anno fa Santiago Giménez sembrava l’investimento giusto per l’attacco del Milan. L’impatto era stato immediato: gol all’esordio in Serie A e sensazioni incoraggianti, quelle di un centravanti pronto a prendersi spazio e responsabilità. Oggi, dodici mesi dopo, il quadro è decisamente più complesso.
Il declino del centravanti messicano è stato graduale ma evidente. Un passaggio chiave è stato l’eliminazione in Champions League contro il Feyenoord, la sua ex squadra, una doppia sfida che ha lasciato strascichi non solo emotivi. Da lì in poi, tra tensioni tecniche e un rendimento sempre più povero, Giménez ha progressivamente perso centralità nel progetto rossonero.
Acquistato per 30 milioni di euro, l’attaccante ha smesso di incidere sotto porta, chiudendo l’ultima Serie A con poche reti e con un episodio simbolico a fotografare il momento difficile: l’espulsione nella penultima giornata di campionato contro la Roma. Un cartellino rosso che ha rappresentato, più di ogni parola, la frustrazione accumulata nel corso della stagione.
In estate Giménez è rimasto in rosa, anche per l’assenza di offerte concrete. L’inizio del nuovo campionato non ha ancora segnato la svolta: il messicano è a secco di gol e reduce da un intervento alla caviglia che lo terrà lontano dal campo ancora per qualche settimana.
Eppure, a Milanello, la porta non è chiusa. Massimiliano Allegri continua ad aspettarlo, convinto che da marzo in poi possa arrivare il rilancio. Il Milan ne ha bisogno, Giménez ancora di più: il tempo delle attenuanti sta per finire, quello delle risposte decisive è ormai alle porte.
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