Milan-Como ormai sembra più di una partita di calcio, sembra uno scontro tra due allenatori che vedono questo sport in modo diametralmente opposto. Due tecnici che non fanno neanche troppo per nascondere una certa antipatica l’uno con l’altro. C’è stato ovviamente un episodio in particolare che ha fatto esplodere le polemiche a fine partita. Parliamo ovviamente della lieve trattenuta di Fabregas nei confronti di Saelemaekers durante un’azione del Como in ripartenza. Un gesto che francamente non si era quasi mai visto e che per assurdo è costato il cartellino rosso a Massimiliano Allegri. Il tecnico rossonero era davvero molto alterato per questo gesto antisportivo dello spagnolo.
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La cosa incredibile è che non è la prima volta che il Milan si ritrova a dover gestire situazioni in cui gli allenatori avversari si improvvisano difensori. Anche nel derby d’andata Chivu si mise davanti a Rabiot prima di una rimessa laterale per ritardarne la battuta. Questi sono gesti completamente antisportivi e che andrebbero puniti. Invece a pagare le spese è spesso Massimiliano Allegri, che al momento è l’unico allenatore del campionato ad aver subito tre espulsioni.
Ciò che fa ancora più male del gesto di Fabregas è che arriva in una settimana in cui il tema principale è stato la lealtà e il bisogno da parte di tutti di dare una mano all’arbitro per remare tutti dalla stessa parte. A quanto pare tutte parole vuote e che testimoniano quanto il superare i limiti del decente sia ormai sempre più una normalità in Italia. La speranza è che adesso si controllino con più attenzione certe persone e certe situazioni di gioco, e si smetta di punire allenatori che nel complesso mantengono comunque un atteggiamento sportivo.
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