Massimiliano Allegri si è espresso così in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Parma, match valido per la 26°giornata di Serie A. Di seguito le parole del tecnico rossonero:
“È molto importante anche perché più avanti andiamo più le partite diventano importanti. Ci sono 39 punti a disposizione, speriamo di farne il più possibile. Pensiamo al Parma che ha giocatori di buona tecnica, ben organizzata difensivamente e lo dicono anche i numeri in trasferta. Sono molto bravi sulle seconde palle, quindi bisognerà una partita molto ordinata e compatta”.
“Per quanto riguarda il bollettino, stiamo tutti bene, anche Pavlović. Abbiamo temuto una frattura del perone, ma si è messo a disposizione. Gli altri stanno meglio, Pulisic più di Leao perché ha giocato. È importante che stiano tutti bene. Domani bisognerà fare una partita molto buona per portare a casa i 3 punti. Per quanto riguarda Modrić, nessuno si aspettava che avrebbe giocato finora. Non ci sono parole per descrivere Luka, io mi emoziono un po’ quando parlo di lui. Quando hai davanti questi campioni è una cosa meravigliosa”.
“Il campionato è ancora lungo. Noi dobbiamo fare il nostro dovere. La cosa che mi dispiace è ch io domani non sarò in panchina. Non commento e non dico altro. Per noi queste partite sono importanti, come lo sarà il derby e le partite fino a fine stagione. L’Inter è una squadra che sta viaggiando molto forte e, potenzialmente, con 13 partite, ha una media da 2 punti a partite e possono arrivare a 90. Se poi l’Inter casca di sotto e noi non siamo bravi a sfruttare quello che possono essere i loro errori, la responsabilità è nostra. Ma in questo momento credo che l’Inter sia la netta favorita”.
“Fino a che non possono usare la prova TV per certe situazioni, si andrà avanti così. Se non prendiamo queste cose come opportunità, rimaniamo sempre gli stessi. Sbagliamo tutti. Se non facciamo questo, poi però non ci lamentiamo perchè rimaniamo indietro. Però per far questo bisogna prendere le decisioni, che sono le cose più difficili da fare”.
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“VAR a chiamata? Su due piedi è difficile dire cosa bisogna fare. Io ho sempre detto che sull’oggettività bisogna cercare di non sbagliare. Sulla soggettività ci saranno sempre delle decisioni che possono accontentare uno e scontentare l’altro. Sull’utilizzo della videocamera quando non si vedono le cose, si può migliorare. È da tanti anni che è arrivato il VAR, ma ci vorrano anche i tempi e momenti per migliorarlo. Su Jashari sono molto contento. È cresciuto molto Odogu, è cresciuto molto Athekame. La dirigenza ha fatto un ottimo mercato a gennaio. Quando arrivi al Milan sembra tutto facile, poi ci vuole un periodo di adattamento e i ragazzi lo stanno facendo nel migliore dei modi”.
“Noi dobbiamo fare dei filotti di vittorie e quegli altri devono fare filotti di pareggi. Nel calcio si può fare tutto, quello che vale oggi non vale domani. Noi non dobbiamo perdere di vista il nostro obiettivo, che è la Champions”.
“Io credo che, a parte degli episodi che ci sono durante la stagione, la nostra panchina deve avere un comportamento corretto ed educato per far sì che gli arbitri possano arbitrare bene. Poi capita, come è successo mercoledì, che mi altero perché non sono un robot. La mia indicazione a tutti quelli che vengono in panchina è che devono avere un comportamento educato”.
“In casa ultimamente abbiamo giocato poco. Sicuramente i numeri dicono questo, magari fino alla fine del campionato cerchiamo di vincere più partite in casa. Come caratteristiche dei giocatori in area, abbiamo solo Füllkrug. Leao secondo me sta facendo il centravanti bene. Magari fa meno giocate, però è più concreto e più utile alla squadra. Dando meno nell’occhio all’aspetto estetico, Leao ha fatto 8 gol giocando con un problema. Lui e Pulisic ci daranno un apporto importante”.
“Per quanto riguardano le mezzali, se entri nel tempo giusto fai gol. Però stanno giocando bene. Rabiot è abituato, Fofana un po’ meno. Lo stesso Loftus-Cheek che ha avuto un virus gastrointestinale. Ricci ha avuto un problema, è andato in campo così come Tomori che alla fine era sfinito. Perché quando ci sono queste cose poi colpiscono quattro cinque”.
“Le cose che sono successe non possiamo cambiarle. Mi sono raccomandato alla squadra che bisogna pensare alle cose che facciamo. Dobbiamo cercare di vincere più partite per arrivare all’obiettivo. Poi le cose societarie non ci riguardano. I primi quattro posti per la Champions è quasi una cosa di vita o di morte economicamente, ma noi dobbiamo pensare a giocare. Non dobbiamo disperdere energie nervose. Poi i dirigenti hanno da pensare ad altre cose, ma noi dobbiamo pensare a non perdere energie. Domani è una partita che vale 3 punti, dobbiamo cercare di tornare a vincere in casa. Mettiamoci un obiettivo, prima della Champions, arriviamo a 60 punti. Dobbiamo darci dei micro-obiettivi per arrivare all’obiettivo”.
“Non è che vanno lasciati fare perché sono bravi, più alto è il livello. Hanno una capacità di apprendimento molto alta. Modric che ha 40 anni, Rabiot che è cresciuto tantissimo. Questo Rabiot è molto più forte rispetto a quello che era alla Juventus. Ognuno ha caratteristiche diverse, però io parto dal presupposto che i giocatori non vadano ingabbiati, soprattutto quelli di talento”.
“Mancano ancora tante partite, abbiamo ancora quattro scontri diretti che sono Napoli, Atalanta, Juventus e Inter. Sono tanti per tredici partite. Noi dobbiamo mantenere un profilo basso. Intanto pensiamo a domani, poi si vedrà”.
“La posizione da incursore di Ruben ha portato a tante occasioni durante la stagione. Avrebbe potuto segnare 7-8 gol. La scorsa partita non ha giocato perché ha avuto questo virus che l’ha tenuto fuori”.
“Pensiamo solamente a quello che bisogna fare”.
“Pavlovic mi fa ogni tanto arrabbiare sui controlli della palla, per il resto è un giocatore che mette in campo tutto quello che ha. Mi piace molto, a parte come giocatore, ma anche come ragazzo”.
“Ai tifosi chiedo, come han fatto per tutta la stagione, di continuare a stare vicino ai giocatori, alla squadra. Perché credo che tutti insieme possiamo arrivare al nostro obiettivo”.
“Io credo che per noi, come per tutte le squadre, bisogna ottenere il risultato attraverso le prestazioni. Abbiamo fatto buone partite e ne potevamo farne altre. Abbiamo avuto i giocatori davanti più tecnici sempre fuori. Io vedo una squadra che conosce i propri limiti e che cerca di raggiungere l’obiettivo. L’anno prossimo bisogna giocare la Champions, competizione alla quale il Milan è abituato”.
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