Il Milan in questa settimana sta preparandosi per uno snodo cruciale della sua stagione e della sua storia. Difatti domenica sera andrà in scena il 246′ derby di Milano della storia, in uno scontro al vertice della Serie A che sa molto di verdetto finale. La classifica attuale recita Inter prima a 67 punti, Milan secondo a 57 punti. Per i ragazzi di Allegri si prospetta una partita da tutto per tutto, con il sogno di tenere aperto un ultimo spiraglio con vista sul tricolore.
Chi certamente ha vissuto numerosi derby di massima importanza storica e sportiva da protagonista, quello è senza dubbio Demetrio Albertini. Con i suoi 14 anni di vita passati in rossonero, Albertini ha vestito la maglia del Diavolo per ben 406 partite, attestandosi come uno dei centrocampisti più iconici della storia del club. In un’intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, l’attuale presidente del settore tecnico della FIGC racconta del suo pensiero sul derby imminente e sulle vicende che gli hanno fatto da contorno in questi giorni.

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Queste le parole di demetrio Albertini:
“Il derby non è mai una partita come le altre. In palio ci sono sempre tre punti, ma dietro c’è molto più: tradizione, orgoglio, sentimento. Leao parla di derby come questione di vita o di morte? Ai miei tempi non c’era nemmeno bisogno di certi richiami. Oggi, con tanti stranieri in più e rose che cambiano più spesso. Credo Leao abbia voluto avvisare i compagni, soprattutto gli ultimi arrivati, sull’importanza di una partita così. Rafa è al Milan ormai da quasi sette anni e giustamente ha parlato da veterano.
Se dovesse vincere il Milan il campionato sarebbe riaperto? Per me no, perché sette punti da recuperare sarebbero comunque tanti, specialmente con questa Inter che viaggia a mille in Serie A. Però, ecco, i nerazzurri dovrebbero poi stare attenti a non fare scivoloni. E nel calcio mai dire mai: io ho vinto uno scudetto da -7 a sette giornate dalla fine nel 1998-99, rimontando su di una grande Lazio. Noi le vincemmo tutte, loro ne persero due di fila con Roma e Juventus, e poi alla penultima giornata facemmo il sorpasso decisivo“.
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