In casa Milan la situazione non appare particolarmente serena in questo momento. Le difficoltà si riflettono sia sul campo sia nei rapporti tra Allegri, Tare e la dirigenza rossonera, con un equilibrio che sembra meno solido rispetto alle attese. Il Milan ha ufficializzato il 30 maggio 2025 l’arrivo di Allegri sulla panchina del club lombardo, affidandogli la guida della squadra con un contratto fino al 2028. Tuttavia, come riportato dall’edizione odierna del Corriere della Sera, qualcosa sembra essersi incrinato nel rapporto tra le parti.
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Il futuro di Tare
È difficile immaginare che il Milan possa proseguire a lungo con Allegri e Tare. In questo momento regna una certa confusione: mentre l’allenatore prova a compattare il gruppo, Furlani, Moncada e Ibrahimovic stanno valutando la situazione e muovendosi su più fronti. Anche il ruolo di Tare non è del tutto definito. Allegri era e resta la prima scelta, ma in caso di addio del tecnico anche la posizione del DS potrebbe essere messa in discussione.
Nell’ambiente dei procuratori circolano già diversi nomi per eventuali sostituzioni, da Benatia a Giuntoli. Se invece il Milan dovesse chiudere tra le prime quattro o addirittura confermare il piazzamento sul podio, potrebbe essere lo stesso Allegri a decidere di lasciare, scegliendo un’altra strada. Il tecnico, infatti, in più occasioni non avrebbe percepito pieno sostegno da parte della dirigenza, nonostante la squadra sia rimasta stabilmente nelle zone alte della classifica e, per lunghi tratti della stagione, in corso anche per lo scudetto. Il futuro di Tare e di Allegri appare quindi in bilico e, allo stesso tempo, strettamente legato: le sorti dell’uno sembrano condizionare inevitabilmente quelle dell’altro.
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