Christian Pulisic, che a inizio stagione era uno dei principali protagonisti dell’entusiasmo rossonero grazie alle sue prestazioni spesso decisive, come nella trasferta contro il Torino, quando, nonostante la febbre che lo aveva inizialmente tenuto in panchina, era subentrato cambiando la partita e segnando una doppietta fondamentale per la vittoria del Milan.
Oggi, però, l’attaccante americano sta attraversando un lungo periodo di difficoltà realizzativa. Il suo digiuno dal gol è ormai vicino ai quattro mesi e ha raggiunto quota 15 partite consecutive senza segnare con la maglia rossonera. Un dato che si avvicina al suo record negativo, registrato nella stagione 2022-23 ai tempi del Chelsea, quando arrivò a 16 gare senza gol. Si tratta di un calo significativo e in parte inatteso, che ha inevitabilmente pesato sulla produzione offensiva del Milan.
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Qual’è il problema?
Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, a Verona Pulisic è apparso poco brillante, quasi fuori dal gioco offensivo della squadra, con l’ennesima conferma delle difficoltà di coesistenza con Rafael Leão. I due attaccanti, infatti, raramente sono riusciti a incidere davvero quando schierati insieme dal primo minuto.
Nonostante ciò, l’idea iniziale del club era proprio quella di affidare l’attacco a due profili di grande qualità come Leão e Pulisic. Le difficoltà emerse soprattutto nel girone di ritorno, però, stanno spingendo la dirigenza a fare alcune valutazioni in vista della prossima stagione, in particolare sulla reale compatibilità tra il portoghese e l’americano in un sistema con due punte. Pulisic è fermo al gol realizzato contro l’Hellas Verona lo scorso 28 dicembre: da allora, nel 2026 non è più riuscito a segnare. Questo lungo disturbo ha finito per condizionarlo anche dal punto di vista mentale, limitandone la fiducia e la continuità sotto porta.
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