Intervistato da Tuttosport, il noto agente ha preso posizione in modo netto sul lavoro di Massimiliano Allegri, respingendo le critiche ricevute nel corso della stagione.
Le parole di Oscar Damiani riaccendono il dibattito in casa Milan. “Non sono d’accordo con chi mette in discussione il suo gioco. Allegri è il numero uno tra gli allenatori”, ha dichiarato senza esitazioni, sottolineando come il valore del tecnico vada ben oltre i giudizi superficiali.
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Un progetto solido per tornare allo scudetto
Secondo Damiani, il percorso intrapreso dal Milan è quello giusto. L’allenatore ha già costruito basi importanti su cui sviluppare una squadra vincente: “Quest’anno ha fatto un ottimo lavoro, creando i presupposti per tornare in alto”.
Tuttavia, per trasformare il potenziale in risultati concreti, servirà uno step ulteriore: intervenire sul mercato con innesti mirati e di qualità. Solo così il Milan potrà davvero competere per la vittoria dello scudetto e colmare il gap con le altre big.
Leao e Pulisic: talento sì, ma non insieme così
Capitolo attacco: Damiani si sofferma su Rafael Leão e Christian Pulisic, evidenziando un limite tattico evidente.
“In coppia fanno fatica e non funzionano con quel tipo di modulo, perché nessuno dei due è un centravanti”. Un’analisi che mette in luce come le caratteristiche dei due rossoneri siano più adatte a ruoli di supporto piuttosto che a quello di riferimento offensivo centrale.
La soluzione
Per valorizzare al massimo Leão e Pulisic, serve un centravanti puro. E il nome fatto da Damiani è di quelli pesanti: Robert Lewandowski.
“Con un attaccante d’area come lui, sarebbero perfetti come seconde punte”, ha spiegato. La presenza di un bomber capace di occupare l’area e finalizzare permetterebbe ai due esterni di esprimere al meglio le proprie qualità, aumentando l’efficacia offensiva della squadra.

Caso Leao: meglio tenerlo
Infine, uno sguardo al mercato e alle voci su una possibile cessione di Leão: “Via per 60 milioni? Io lo terrei”.
Damiani è pragmatico: nel calcio di oggi, una cifra simile non garantisce un sostituto all’altezza. “Con 60 milioni compri poco. Meglio tenere un giocatore forte che conosci, piuttosto che rischiare su un’incognita”.
Linea chiara: continuità e qualità
Il messaggio complessivo è diretto: il Milan ha una base solida e un allenatore di alto livello. Ora serve continuità nelle scelte e qualità negli investimenti. Solo così i rossoneri potranno fare il salto definitivo e tornare a lottare stabilmente per i vertici del calcio italiano.
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