Il futuro del Milan continua a essere avvolto dall’incertezza. Dopo i profondi cambiamenti ai vertici del club, restano ancora da definire alcune figure chiave per il nuovo corso rossonero, a partire dal direttore tecnico e dall’allenatore.
A fare il punto della situazione è stato Luca Bianchin, giornalista de La Gazzetta dello Sport, intervenuto ai microfoni di MilanVibes.
Prima il direttore tecnico, poi l’allenatore
Secondo Bianchin, le due scelte sarebbero strettamente collegate e dovrebbero essere affrontate all’interno di una visione progettuale ben precisa.
“Il Milan ha continuato a parlare anche con altri allenatori negli ultimi giorni. Inoltre c’è il tema del direttore tecnico, che considero centrale”.
Il giornalista ha sottolineato come la costruzione della nuova area sportiva rappresenti il vero punto di partenza.
“Penso che le due figure verranno scelte insieme oppure che prima venga nominato il direttore tecnico e poi l’allenatore”.
Rangnick resta il nome più rappresentativo
Tra i profili accostati al Milan, Bianchin individua in Ralf Rangnick quello maggiormente identificabile con l’idea di una rifondazione strutturata.
“Bisogna costruire un progetto completo e il nome più rappresentativo in questo senso è sicuramente Rangnick”.
Secondo il giornalista, il dirigente tedesco non avrebbe avanzato richieste particolarmente rigide.
“Non credo abbia imposto una lunga lista di richieste, ma quando scegli una figura come lui devi essere consapevole che porta con sé una precisa idea di calcio e di organizzazione”.

Un aspetto che inevitabilmente comporterebbe un coinvolgimento importante nelle decisioni strategiche del club.
“Avrà inevitabilmente voce su alcune decisioni”.
Il Milan deve scegliere la propria direzione
Per Bianchin, la vera questione riguarda la volontà del club di intraprendere un determinato percorso.
“Secondo me è il Milan che deve decidere cosa vuole fare”.
Il giornalista si è poi sbilanciato sul possibile approdo di Rangnick in rossonero.
“Mi assumo la responsabilità di dirlo: credo che Rangnick accetterebbe il Milan se venisse scelto, naturalmente trovando un’intesa sulle condizioni che ha posto”.
Anche Glasner e Pochettino in attesa
Infine, Bianchin ha spiegato come il Milan continui a rappresentare una destinazione gradita per diversi allenatori di alto profilo.
“Ho la sensazione che sia Rangnick sia Glasner stiano aspettando una risposta dal Milan. Lo stesso discorso vale anche per Pochettino”.
La sensazione è che, prima di procedere con la scelta del nuovo tecnico, il club voglia definire con chiarezza l’assetto dirigenziale.
“Bisogna semplicemente capire chi sarà il prescelto”.
Resta aperto anche il nodo amministratore delegato
Oltre alle questioni legate all’area sportiva, c’è poi un altro tema che il Milan dovrà affrontare nelle prossime settimane.
“Senza dimenticare che resta aperto anche il tema dell’amministratore delegato, una questione di cui si parla poco ma che dovrà essere risolta”.
La ricostruzione rossonera passa dunque da una serie di decisioni fondamentali che potrebbero definire il futuro del club per gli anni a venire.
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