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Paolo Maldini verso la Nazionale? Cosa potrebbe portare agli Azzurri l’ex capitano del Milan

paolo maldini

Il nome di Paolo Maldini torna a occupare il centro della scena del calcio italiano. Dopo tre anni lontano dai riflettori dirigenziali, l’ex capitano del Milan è stato accostato con forza al ruolo di direttore tecnico della Nazionale italiana – un’ipotesi che il nuovo corso della FIGC starebbe valutando per rilanciare il progetto azzurro. Al momento non è stata presa una decisione definitiva e la trattativa resta aperta, ma il profilo di Maldini continua a essere uno dei più apprezzati ai vertici federali.

L’idea nasce dalla volontà di ricostruire una struttura tecnica forte dopo anni complicati per la Nazionale. Il direttore tecnico avrebbe un ruolo strategico: fare da collegamento tra la Federazione, il commissario tecnico e l’intera filiera azzurra, contribuendo anche alla scelta degli allenatori delle rappresentative giovanili e alla definizione dell’identità tecnica del movimento. Una figura, dunque, ben diversa da quella di semplice dirigente operativo.

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Perché proprio Paolo Maldini?

La candidatura di Maldini non è casuale. Oltre a rappresentare uno dei calciatori più iconici della storia italiana, l’ex numero 3 del Milan ha dimostrato anche da dirigente di possedere una visione moderna del calcio. Durante la sua esperienza in rossonero ha contribuito alla costruzione della squadra che ha conquistato lo Scudetto nel 2022, puntando su giovani talenti, sostenibilità economica e una precisa identità tecnica.

Proprio questa capacità di coniugare competenza calcistica e progettualità convince chi vede in lui il profilo ideale per rilanciare una Nazionale che, negli ultimi anni, ha perso continuità sia nei risultati sia nella programmazione.

Per Maldini sarebbe anche un ritorno nel calcio italiano dopo la separazione dal Milan del giugno 2023, una conclusione che aveva lasciato l’amaro in bocca a gran parte del popolo rossonero.

Il percorso di Paolo Maldini con la maglia azzurra

Prima ancora del dirigente, però, esiste il calciatore. E pochi hanno rappresentato la Nazionale italiana come Paolo Maldini. L’esordio in azzurro arrivò il 31 marzo 1988, quando aveva appena 19 anni. Da quel momento iniziò una carriera internazionale destinata a entrare nella storia: 126 presenze, 7 gol e per molti anni il record assoluto di apparizioni con la maglia dell’Italia.

Maldini ha disputato quattro Campionati del Mondo (1990, 1994, 1998 e 2002) e tre Campionati Europei (1988, 1996 e 2000), attraversando oltre un decennio di storia della Nazionale. Tra i momenti più significativi restano il terzo posto conquistato ai Mondiali di Italia ’90, la finale mondiale del 1994 persa ai rigori contro il Brasile e la finale di Euro 2000, sfuggita soltanto ai supplementari contro la Francia dopo il celebre pareggio di Wiltord allo scadere e il golden gol di Trezeguet.

Nonostante una carriera straordinaria, manca l’unico trofeo che avrebbe consacrato definitivamente anche il suo percorso con l’Italia. Un’assenza che non cancella, però, il peso della sua leadership: Maldini è stato capitano della Nazionale per oltre settanta partite, diventando il punto di riferimento di diverse generazioni di calciatori.

L’ultima presenza risale al 18 giugno 2002, nella controversa sfida contro la Corea del Sud ai Mondiali, una partita rimasta nella memoria collettiva anche per le contestate decisioni arbitrali. Da allora il suo rapporto con la Nazionale è rimasto principalmente simbolico, nonostante negli anni siano emersi diversi tentativi di riportarlo in Federazione con incarichi dirigenziali.

Cosa cambierebbe per la Nazionale

L’eventuale approdo di Maldini non rappresenterebbe soltanto una scelta d’immagine. La FIGC cerca una figura capace di restituire credibilità al progetto tecnico e di costruire una visione di lungo periodo, andando oltre il semplice cambio del commissario tecnico.

La sua esperienza al Milan ha dimostrato come sia in grado di individuare profili internazionali, valorizzare giovani calciatori e creare un ambiente competitivo senza rinunciare alla sostenibilità economica. Sono caratteristiche che oggi mancano a un sistema calcistico italiano chiamato a ripensare il proprio futuro.

Per i tifosi del Milan, inoltre, vedere Maldini tornare protagonista nel calcio italiano rappresenterebbe una soddisfazione particolare. Dopo aver scritto pagine indelebili in rossonero da giocatore e da dirigente, potrebbe ora mettere il proprio bagaglio di esperienza al servizio dell’intero movimento.

Resta da capire se le parti troveranno un accordo. La sensazione è che la FIGC continui a considerarlo il candidato ideale per avviare un nuovo ciclo. Se la trattativa dovesse andare in porto, la Nazionale ritroverebbe non soltanto una leggenda del calcio italiano, ma anche uno dei dirigenti più rispettati degli ultimi anni.

Corinne Santucci

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