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Milan, non ci sei più. Ma le crisi sono fatte per essere superate: serve umiltà, lavoro… e rinforzi

Parto con alcuni numeri, perché è inevitabile. 13 gol subiti in sei gare. 7 nelle ultime due e 0 gol realizzati. Raccapricciante, bisogna essere onesti. Sottolineo, con lo scudetto sul petto. A Roma contro la Lazio probabilmente si è toccato il punto più basso del Milan di Stefano Pioli delle ultime tre stagioni. Squadra totalmente senza idee, che sembra aver smarrito l’identità che l’ha contraddistinta durante la favolosa cavalcata per la conquista del diciannovesimo scudetto la scorsa stagione. Quel gruppo formidabile che aveva stupito per impegno, dedizione e gioco spumeggiante, oggi, purtroppo, sembra soltanto un lontano ricordo.

Dest durante Lazio-Milan

Piangersi addosso, però, è sicuramente la soluzione meno indicata. La crisi è nera, sia chiaro. Non perché il Milan avesse l’obbligo di vincere lo scudetto, ma perché vengono meno anche le prestazioni. Addirittura nelle ultime due gare si fa fatica a ricordare un’azione degna di nota da parte dei campioni d’Italia in carica. Ma le crisi sono fatte per essere superate.

Un giocattolo rotto si può sistemare. Non sarà bello come prima, ma può tornare in uso. Ad oggi in realtà al Milan basterebbe farlo funzionare. Dodici punti sul Napoli sono troppi, inevitabilmente si fa fatica a pensare ancora allo scudetto, almeno per il momento, poi nel calcio chissà. Forse l’unica grande soluzione per il Diavolo, ed è stato proprio lo stesso Pioli a dircelo martedi sera nel post gara di Lazio-Milan è il lavoro:

“Conosco solo un modo per migliorare: lavorare. Sono situazioni che si ripetono da più partite e sulle quali dobbiamo lavorar bene, perché continuare a fare questi errori significa complicare la partita sotto l’aspetto tattico e mentale; tutti questi risultati negativi portano negatività“ . – Leggi qui l’intervista integrale

Ma lavorare dove mister? Ad oggi è evidente che questa quadra ha bisogno di sistemare prima l’atteggiamento e la testa, che nel calcio resta ancora il fattore più rimarchevole e fondamentale. Basti guardare la cavalcata per il tricolore dello scorso anno per capire a cosa mi riferisco.

I rossoneri devono tornare a pedalare con umiltà, studiare e imparare. A prescindere dalle qualità della rosa, che inevitabilmente in alcuni reparti necessita innesti di qualità. Ed è proprio sul mercato che dovrebbe arrivare un segnale chiaro. La proprietà americana che fa? Serve battere un colpo, adesso, per far capire che il “gigante dormiente” ha voglia di continuare a fare passi in avanti e non appiattirsi ed accontentarsi di uno scudetto.

Le crisi sono fatte per essere superate, sia chiaro. Ma caro Milan serviranno umiltà, lavoro… e mercato.