EDITORIALE PRIMA PAGINA

Se il Milan deve fare turn over, Origi e Rebic devono dare qualcosa

A proposito di turn over.

Delle volte capita (può succedere) che ti giri intorno con il collo tutto a 360 gradi come Willy il Coyote che sbatte al Grand Canyon, e che non sai dove andare. In verità c’è anche la solita storiella dello stolto che guarda il dito invece della luna. O c’è quella cosa che ti svegli in un posto nuovo e non capisci dove si possa pranzare. Insomma, un po’ a tanti capita di essere come fuori luogo.

Comunque, tutte queste faccende di inadeguatezza e di terribile e mancante senso della posizione, nonostante lo 0-0 con l’Empoli, non sono direttamente imputabili a Stefano Pioli. Voglio dire, se per 3 volte in 20 giorni te la devi vedere contro il Napoli primo in classifica che molti definiscono come il club più tosto del Mediterraneo, beh, il turn over non è nulla che fa rima con assurdo. Il turn over fa rima con giusto e giustizia.

Quindi, andiamo avanti lasciando da parte dettagli microscopici come che Giroud e Leao dovevano entrare prima, con il senno di poi. E poi, nascondiamo dentro il cofano della macchina pure che, nei 20 minuti più recupero finali, il Milan non abbia segnato, in effetti. Ma a questo non ci pensiamo mica perché risulta strano – cioè, è assurdo che non sia entrata, sì -, ma soltanto perché è un raccontino tutto lacrime e straordinariamente triste di sforzi non riusciti proprio. Tipo i film più miserabili di Darren Aronofsky.

Il fatto è che ce l’hanno tutti con Origi e Rebic. Che poi, del secondo, siamo stati tutti estimatori belli esperti ed arci-convinti, io in primis. Ed il problema, lo sapete, è che Rebic non è più decisivo da un pezzo.

Molti pensano agli infortuni ed agli errori tecnici. Cioè, queste due sono spesso state costanti della sua carriera. Cioè, anche il miglior Rebic sbagliava degli appoggi ma poi faceva +3, era così.

Questa è stata insomma una prova molto negativa che fa eco alle altre prove molto negative di Rebic. Ora però, nonostante degli errori che sia Van Basten sia Politano non avrebbero forse commesso, la gara di Rebic non è che sia stata una delle cose peggiori passate per San Siro, quest’anno. Di questa categoria, invece, deve fare parte la prestazione di Origi.

Un calcio d’angolo conquistato e qualche manciata di palloni tenuti troppo e appena restituiti, quanto di meglio combinato dall’ex Liverpool. Negli highlights troviamo qualche liscio catastrofico, ma non ci sono tutti i cross non sfruttati, e scelte sbagliate a parte. Divock Origi, che ai Reds correva con il cuore tra le mani, in Lombardia sembra perfettamente spaesato, lui sì.

Comunque, evidentemente, non è possibile che un Milan senza Giroud o Leao si ritrovi una continuità costante di prestazioni – le solite – macchiate. Anche perché, ci sono tanti testimoni, la prova di oggi era una gara di cross e palle in area di rigore. E poi, il turn over deve essere una possibilità per Pioli.

Cioè, abbiamo bisogno di credere che il turn over del Milan sia possibile.

Molti scriverebbero che ci vogliono delle riserve per Leao e Giroud. Bene, io dico di no. Non si fa così. Le grandi squadre non si fanno comprando giocatori che possano essere buone riserve. Non funziona così da innumerevoli secoli, al Milan.

Avrete capito voi come si deve fare, a questo punto, immagino.

E poi, continuare a buttare le gare non ultra – impossibili da turn over, sapete, è proprio un peccato. È una tendenza da invertire.

Ma diciamocelo chiaramente, il rischio di dover attendere l’estate per modificare questo vizietto ricorrente, adesso, c’è.

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