San Siro ha spento i riflettori dopo l’andata del quarto di finale di Champions. Il Milan ha portato a casa il “primo tempo” della sfida battendo il Napoli grazie al gol di Ismael Bennacer. Non si sono spente le polemiche per la contestata gestione dell’arbitro rumeno István Kovács. Per parlare di campo e analizzare il derby europeo, la nostra redazione ha intervistato in esclusiva il noto giornalista di SkySport, Marco Nosotti.
Dopo la larga sconfitta interna contro il Milan, si aspettava un Napoli così propositivo a San Siro nonostante l’assenza pesante di Osimhen:
“L’assenza di Osimhen è stata pesante. Un giocatore come lui, oltre ad essere un grande finalizzatore, garantisce quell’attacco della profondità che è mancato ai partenopei. Gli uomini di Spalletti sono scesi in campo attaccando da subito e il Milan, sorpreso, si è perso. È stata una partita sporca ed è come se si fossero giocate più partite in 90 minuti”.
In campionato il Milan è dietro il Napoli di 22 punti ma il campo ha detto altro:
“Francamente le due squadre non mi sembrano così distanti. La qualificazione è aperta. Martedì al Maradona si giocherà il “secondo tempo”. Il Napoli se recupera Osimhen, giocatore veramente forte, potrà mettere in difficoltà il Milan. Anche mercoledì, senza l’attaccante nigeriano, gli uomini di Spalletti hanno avuto opportunità. È stato un match dalle mille sfaccettature”.
Pioli a fine partita ha recriminato sulla gestione della partita dopo l’espulsione di Anguissa:
“Effettivamente la superiorità numerica doveva essere gestita diversamente. Va detto che Spalletti è molto bravo ad accorciare e allungare il campo e questo lavoro l’hanno fatto molto bene. È vero che il Milan poteva e doveva andare al Maradona con un bottino diverso ma il Napoli è una squadra fortissima. Se gioca sotto ritmo è una squadra affrontabile, al contrario è fortissima e ti fa male. Tu puoi preparare una partita ma l’interpretazione dello spazio non la puoi decidere a tavolino”.
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Cosa ha impedito al Milan di esprimere il suo gioco?
“Come dicevo prima. L’interpretazione dello spazio non puoi prevederla. Il pressing e la copertura degli spazi da parte del Napoli ha impedito al Milan di uscire dal primo pressing. Magari bisognava arrivare meglio a Giroud che comunque non ha avuto vita facile tra i centrali napoletani. Kim è un grande difensore e Rahmani gioca molto bene proprio perchè gioca accanto al coreano”
Si aspettava questo rendimento di Brahim Diaz?
“Diaz è un giocatore importante. Acquistato per affidargli la trequarti nello scacchiere tattico di Pioli però in questo momento si sta rivelando utilissimo in una diversa interpretazione dello spazio partendo da destra venendo dentro a lavorare. Forse, nel ruolo di trequartista sotto le punte, gli è mancata la gamba, la consistenza e la continuità nel lavorare nelle due fasi, difensiva e offensiva. Ora si sta esprimendo al meglio in quella posizione, con diversi compiti partendo da destra per poi venire a giocare dentro”.
Sorpreso dalla scelta di Pioli di inserire Rebic e non De Ketelaere?
“Bisogna dire che il Milan, dopo la traversa di Kjaer, è tornato a tirare in porta al 75esimo. La scelta di Rebic va in questa direzione. È una questione di fiducia e di gamba. L’attaccante croato ti garantisce più grinta, è più combattivo soprattutto nella fase di riagressione. In tutto questo va detto che può essere più goleador”.
Il protagonista della serata è stato Mike Maignan. È tra i migliori portieri al mondo?
“Maignan ha fatto una grande parata. Le parate vanno valutate sul momento in cui le fai. Mi spiego. Quella su Di Lorenzo non è stata miracolosa. Senza dubbio è un gran gesto, è fatta bene. L’importanza del portiere francese è nella sua presenza in campo. È meraviglioso nell’interpretazione del ruolo. Maignan è il primo costruttore di gioco, il primo regista. Lui sceglie se far iniziare l’azione con il difensore o il mediano. In più guida i suoi compagni nella copertura difensiva”.
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