Intervistato ai microfoni di NumeroDiez, l’ex direttore sportivo del Torino Gianluca Petrachi ha svelato un retroscena di mercato legato al ‘Gallo’ Belotti ai tempi del Torino, quando era corteggiato dal Milan dei cinesi. Le parole:
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“Ho cercato sempre di dire quello che penso anche se, a volte, soprattutto nel mondo attuale, forse non paga. A volte ho dovuto ricominciare da capo, perché dire totalmente quello che si pensa può farti indietreggiare e farti perdere delle posizioni. Io a 55 anni non ho niente di cui vergognarmi.
Il presidente ebbe la brillante idea di mettergli una nuova rescissoria a 100 milioni in uscita. Questo perché sa fare marketing e vendere il proprio prodotto. Per Belotti il Milan si presentò in maniera consistente. Quello era il Milan dei cinesi, quindi non c’erano garanzie economiche. La formula sarebbe stata un prestito con obbligo di riscatto, ma il pagamento veniva posticipato nei 4/5 anni successivi. Quindi, nell’operazione da 55 milioni, avresti visto solo una parte dei soldi, gli altri negli anni successivi. In quel momento evidentemente il presidente non se l’è sentita, però c’è da dire che il giocatore voleva andare. Quindi da lì si innescano dei meccanismi che non fanno bene né al calciatore, né al club. Al Milan, Belotti avrebbe quadruplicato il suo ingaggio. Noi glielo sistemammo, ma non avremmo mai potuto raggiungere le cifre del Milan”.
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