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Scoprendo Kadioglu, dall’Olanda alla Turchia con vista sull’Europa

L’Impero Ottomano è esistito per 623 anni, estendendosi per buona parte del Medio Oriente, toccando la lingua settentrionale dell’Africa e arrivando a plasmare al suo interno una fetta di Est Europa. Un mix di culture, tradizioni e costumi di difficile imitazione. Una tendenza a mescolare, creando un pot-pourri unico, ravvisabile ancora oggi, specialmente nel calcio. Quanti giocatori turchi nati altrove, o viceversa, conoscete? Tanti, tantissimi. Alcuni esempi? Nuri Sahin, nato in Germania, così come Hakan Calhanoglu o, per le nuovissime generazioni, Kenan Yildiz.

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Chi abbiamo appena citato, nonostante un suolo di nascita diverso da quello dei propri genitori, ha scelto di sposare la causa della propria nazionale d’origine, abbracciando la maglia rossa della Turchia. C’è chi, tuttavia, ha fatto il percorso inverso, come Ilkay Gundogan, nuovo capitano della Germania, o Mesut Ozil.

Ferdi Kadioglu ha seguito l’esempio dei primi tre. Nato in Olanda nel 1999 da genitori turchi, il terzino del Fenerbahce ha vestito la maglia degli Orange fino all’Under-21, scegliendo poi, definitivamente, di indossare quella turca. La passione per il calcio si manifesta sin da bambino, quando il NEC lo prende tra le sua fila nel 2008, facendo sbocciare il suo giovane tulipano nel 2016, quando debutta in prima squadra. Due anni dopo, poi, il salto verso la terra d’origine.

Ad accoglierlo c’è il Fenerbahce. Dopo una prima stagione di rodaggio, il giovane classe 1999 diventa una parte integrante della squadra di Istanbul, andando a occupare stabilmente la fascia destra. 174 centimetri per 64 chili, Kadioglu non fa del fisico il suo punto di forza. Piuttosto esile, la sua conformazione lo rende ancora lontano dall’eccellenza in fase difensiva.

Le sue caratteristiche principali, di conseguenza, sono offensive. Veloce, rapido, bravo nel dribbling, è una scheggia impazzita in continuo movimento, alla ricerca di spazio da attaccare e occupare. Salta spesso l’uomo, andando spesso al cross. Kadioglu non ha un piede preferito, peculiarità che lo rende duttile e adattabile a qualsiasi situazione di gioco.

In carriera ha collezionato 28 reti e 36 assist. In stagione è a quota 2 più 3. Numeri importanti, anche se lontani da una possibile consacrazione come top europeo. Arrivato alla sesta stagione con la maglia gialloblù, per Kadioglu potrebbe essere quella definitiva prima di salpare verso lidi più prestigiosi, cimentandosi nei primi cinque campionati europei. Un profilo, analizzato splendidamente dall’approfondimento FERDI KADIOGLU, IL TULIPANO DI ISTANBUL per il blog a cura di Filippo Galli La complessità del calcio, da tenere d’occhio, specialmente in vista della sessione estiva di calciomercato.

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