La notizia degli ultimi giorni, che più volte abbiamo riportato, circa una possibile vendita fittizia del Milan da parte di Elliot a RedBird Capital Partners ha avuto grandi ripercussioni nel mondo della finanza americana. A New York, infatti, nelle ultime ore sono molti i finanzieri che hanno evidenziato i rischi che l’Italia presenta dopo quanto accaduto. Il fatto che le autorità possano introdursi in un’azienda privata, sempre secondo anonimi finanzieri, presenta il rischio di rendere un investimento troppo pericoloso, sia dal punto di vista del business che da quello reputazionale.
Al vaglio degli inquirenti i documenti circa l’effettivo passaggio di proprietà, che già di per sé ha generato dubbi dato l’elevato valore. Particolare attenzione anche alla struttura dell’accordo, con un prestito di 560 milioni di euro concesso dal venditore all’acquirente su un costo totale di 1,2 miliardi di euro.
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Tuttavia, ogni dubbio viene meno se consideriamo che il nostro mercato è un mercato libero. In aggiunta, per fare chiarezza, in fase di vendita la proprietà aveva a disposizione un’ulteriore offerta di un fondo di private equity, che avrebbe pagato la medesima somma. Perché? Perché per un private equity, sottoscrivere un prestito al momento dell’acquisto è consigliato, per ottenere in futuro ritorni più elevati.
Una cosa è certa: gli occhi della finanza americana saranno, per le prossime settimane, anche sul Milan. Molti a New York infatti sostengono che qualora le forze dell’ordine non dimostrassero di avere prove concrete, ne andrebbe di mezzo la credibilità dell’Italia nell’attirare gli investimenti esteri.
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