Lorenzo De Silvestri, ora terzino in forza al Bologna, si è raccontato in un’intima intervista. Tra i soggetti del suo racconto, non solo la sua carriera. Di contorno anche figure che avvicinano l’ex Fiorentina al Milan. Su tutti, fondamentale la figura di Mihajlovic, suo allenatore con il Bologna prima del 2015.
De Silvestri si è specialmente concentrato sull’infortunio che lo ha tenuto lontano dal campo. La rottura del legamento crociato del 2015. Un autentico incubo che ha portato con sé alcuni rimpianti di una, comunque, più che rosea carriera in Serie A.
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Queste le sue parole a Cronache di Spogliatoio:
“Mi sono giocato il crociato, il Milan e l’Europeo con l’infortunio in Nazionale del 2015: fu molto dura. A volte ho pensato a quante cose sarebbero cambiate senza quell’infortunio. Soprattutto nel periodo della riabilitazione perché era estate e sapevo che Mihajlovic sarebbe andato al Milan e che mi avrebbe voluto con sé. Ma fa parte della carriera: portiamo il nostro fisico a standard altissimi. Quell’infortunio mi ha fatto capire cosa volesse dire soffrire e poi gioire di nuovo, quando sono tornato in Nazionale”.
“Se mi guardo indietro vedo un ragazzo con una voglia matta di far vedere a suo padre che può fare il calciatore. Lui è amante dello sci di fondo, ama lo sport di sacrificio e credeva che il calcio non fosse uno sport del genere. Ho cominciato a giocare a calcio a undici anni e nel frattempo facevo anche atletica: andavo al triplo rispetto agli altri. Se ho avuto tutto quello che meritavo? Non pensavo di arrivare dove sono arrivato. Però, certo, in Nazionale avrei potuto fare di più”.
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