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Mateta rimpianto rossonero? Il francese ha segnato il triplo dei gol di Füllkrug

Jean Phillipe Mateta

A volte il mercato di gennaio lascia strascichi che si trascinano ben oltre la finestra invernale. È il caso del Milan, che oggi si ritrova a fare i conti con un possibile rimpianto: Jean-Philippe Mateta.

L’attaccante francese era stato a un passo dal vestire la maglia rossonera. Visite mediche effettuate, trattativa avanzata, poi lo stop: un problema al ginocchio rilevato dallo staff sanitario del club ha convinto la dirigenza a non affondare il colpo. Una scelta prudente, dettata dalla necessità di evitare rischi su un giocatore che, di fatto, avrebbe dovuto garantire un impatto immediato.

E in effetti, quel rischio esisteva davvero. Mateta è rimasto fermo per diverse settimane, saltando l’eventuale approdo a Milano e ritardando il suo rientro in campo. Ma il calcio, si sa, non aspetta: una volta recuperato, il francese ha ripreso a segnare con continuità.

La doppietta rifilata al Newcastle e il gol in Conference League contro la Fiorentina raccontano di un attaccante già decisivo nel 2026. Numeri alla mano, Mateta ha segnato tre volte più di Niclas Füllkrug, l’uomo scelto dal Milan come alternativa.

Il centravanti tedesco, arrivato in prestito con diritto di riscatto, rappresentava una soluzione economicamente vantaggiosa e, soprattutto, più sicura dal punto di vista fisico. Finora però il suo contributo realizzativo è stato limitato: una sola rete in Serie A, contro il Lecce, e poche prestazioni realmente incisive.

Il confronto, inevitabile, rischia di alimentare il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori. Meglio la prudenza o il coraggio? Il Milan ha scelto la prima strada, evitando un investimento su un giocatore con un ginocchio considerato a rischio. Una decisione comprensibile, quasi obbligata, per un club che non poteva permettersi di attendere tempi di recupero incerti.

Eppure, oggi, la sensazione è che Mateta avrebbe potuto offrire qualcosa di diverso: profondità, fisicità, capacità di attaccare lo spazio. Caratteristiche che, nella seconda parte di stagione, sono mancate alla manovra rossonera.

Il campo, come sempre, emette verdetti parziali. Il tempo dirà se quella scelta si rivelerà lungimirante o se resterà uno dei “se” più pesanti della stagione milanista. Per ora, i numeri parlano chiaro. E raccontano una storia che, a Milanello, qualcuno preferirebbe non leggere.

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