Nella giornata di oggi è intervenuta in esclusiva ai microfoni della redazione di Allmilan.it Federica Zille, giornalista e noto volto di Dazn. Nel corso dell’intervista sono stati numerosi i temi trattati, dall’euroderby di domani sera alla situazione in casa Milan. Queste le sue parole:
Domani a San Siro si giocherà l’andata dei quarti di finale di Europa League. Secondo te con l’arrivo di De Rossi, Pioli, rispetto alle gare preparate in campionato con Mourinho in panchina, potrebbe cambiare qualcosa tatticamente?
“Con l’arrivo di De Rossi il modulo e l’atteggiamento della Roma sono cambiati. Il 4-3-3 mette tutti i giocatori in campo nella loro condizione ideale. Un esempio è El Shaarawy, quando entrava in campo ai tempi di Mourinho lo faceva da quinto, da esterno a sinistra, adesso invece può farlo da ala sinistra e può giocare in una posizione più avanzata. Un altro esempio è Paredes che ritorna a fare il regista con le due mezzali messe di nuovo nella condizione di essere più offensive e di fare inserimenti che in passato venivano limitati. I numeri di Pellegrini sono lo specchietto più evidente dell’evoluzione della Roma. Poi con la difesa a quattro cambia totalmente l’assetto di questa squadra.
Il Milan dovrà sicuramente cambiare, prendere le giuste misure e resettare quello che è stato l’ottimo score contro la Roma da quando Pioli è arrivato a Milano. Credo che il tecnico rossonero qualcosa lo abbia preparato, ci ha sempre abituati a questo. Pur mantenendo lo stesso modulo, quindi il 4-2-3-1, ha avuto una variante tattica. Un esempio è stato l’anno scorso Bennacer contro il Napoli. L’algerino ha giocato da trequartista, sotto la punta. Questo è uno dei grandi meriti di Pioli, riuscire a cambiare sempre qualcosa, anche un dettaglio studiato apposta per l’avversario. È un qualcosa che personalmente apprezzo tantissimo“.
Si parla tanto di stagione fallimentare ma i punti rispetto all’anno dello Scudetto sono identici. Secondo te questi 14 punti di differenza sono reali oppure è una distanza eccessiva? E una ipotetica vittoria dell’Europa League del Milan, a livello di importanza, può essere paragonabile alla vittoria della seconda stella dei nerazzurri?
“La sfortuna del Milan è che la grande rivale di sempre raggiungerà la seconda stella, e potrebbe raggiungerla proprio il giorno del derby. Dall’altro canto però una ipotetica vittoria del Milan in Europa League potrebbe far passare in secondo piano la vittoria dello Scudetto. È vero che non si tratta di Champions League, però ritornare a vincere in Europa sarebbe molto importante, anche a livello economico. I 14 punti ci sono perché l’Inter sta facendo una stagione straordinaria, infatti se dovesse continuare a vincere tutte le partite fino alla fine del campionato potrebbe arrivare a 103 punti e batterebbe il record storico in Serie A“.

C’è davvero tutta questa disparità a livello di rosa rispetto all’Inter? Cosa manca al Milan per colmare il gap che c’è attualmente?
“Bisogna dire che la stagione del Milan è stata determinata anche dai numerosi infortuni, al contrario dei nerazzurri che questa stagione ne ha avuti pochissimi che hanno tenuto lontano i titolari dal campo. I problemi a livello fisico che hanno avuto i rossoneri avrebbero messo in ginocchia qualsiasi squadra. La squadra di Pioli ha tenuto botta anche meglio del previsto. L’Inter inoltre ha una rosa molto profonda e si può dire che abbia un doppione in quasi ogni reparto, cosa che al momento il Milan non ha, nonostante
Inzaghi in questa stagione non abbia sfruttato le proprie riserve. Avrebbe potuto far giocare di più Frattesi, ad esempio, nelle partite un po’ più semplici e far riposare Mkhitaryan. Sull’undici titolare gli ultimi cinque scontri diretti dicono che il Milan non è all’altezza dell’Inter. I rossoneri per colmare queste lacune dovranno lavorare sulla difesa acquistando un centrale affidabile perché Kjaer non potrà giocare per sempre. Inoltre, indipendentemente dal futuro di Giroud, il Milan dovrà acquistare un’altra punta“.
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In questi giorni si è parlato intensamente dell’approdo di Olivier Giroud in MLS. Il primo nome sulla lista sembra quello di Joshua Zirkzee. Tenendo conto che i rossoneri necessitano di una punta da 20 gol a stagione, il profilo del numero 9 del Bologna può essere quello giusto?
“Giroud ha fatto la sua carriera e ha fatto la sua storia al Milan. Ora servirà capire su chi puntare. Ci sono tanti nomi sul tavolo però serve una punta che garantisca una ventina di gol stagionali, un rendimento e una costanza analoga a quella di Giroud. Zirkzee è un giocatore molto forte tecnicamente ed esteticamente. È un profilo che vedrei bene al Milan. L’unico dubbio è la quantità di gol che può garantire. È vero che il Bologna ha un gioco differente però Giroud è un campione difficile da sostituire. Il francese è sempre freddo e lucido e garantisce i gol nelle partite che contano“.
Secondo te quante chance ha Pioli di rimanere in panchina anche il prossimo anno? Dipende tutto dal percorso in Europa League?
“Ad oggi Pioli ha più chance di rimanere rispetto a quante ne aveva a gennaio. Sembrava inevitabile che il Milan e Pioli proseguissero su strade diverse la prossima stagione. Adesso invece le cose sono cambiate, anche da parte del tifo. C’è stato un momento della stagione in cui qualsiasi cosa negativa succedesse era colpa sua, è stato un clima pesante. Non ha mai perso la testa, nonostante sia stato attaccato ripetute volte, il carattere è un altro dei suoi punti di forza.
L’Europa League può svoltare il suo futuro, se dovesse arrivare in finale penso sia difficile trovare un nome che possa garantire un andamento migliore. C’è il neo della Champions League, il Milan ha collezionato troppi pareggi. Ci sono partite in cui doveva vincere e un esempio è contro il NewCastle, ma non è colpa di Pioli se la squadra non riesce a segnare. Penso ci siano buone chance che rimanga. Un altro fattore determinante credo sia anche l’esito del derby“.

Nel corso di questi mesi Rafael Leao è stato sommerso dalle critiche da parte dei tifosi rossoneri ma nonostante questo il portoghese, tenendo conto sia dei gol che degli assist, è arrivato complessivamente in doppia cifra anche quest’anno. Secondo te sono corrette tutte le contestazioni ricevute oppure sono state eccessive? Leao poteva fare di più in questa stagione?
“Leao è un grande talento, ha del potenziale e ci si aspetta tantissimo da lui. Può fare la differenza grazie alla sua fisicità, per il suo scatto e la sua capacità di saltare l’uomo. Ha ancora dei margini di miglioramento sulla conclusione: svolge alla perfezione tutta la preparazione per il gol e poi non inquadra la porta. Gli servirebbe un po’ più di freddezza e lucidità. Se teniamo in considerazione la valutazione, lo stipendio e le aspettative che tutti hanno su di lui, nonostante i 9 assist che è un numero notevole, deve segnare di più.
Si potrebbe anche pensare di non prendere una punta da 20 gol se è presente Leao a sinistra in grado di concretizzare. Le critiche sulla discontinuità sono state eccessive, è maturato sotto questo aspetto. È più presente nel corso dei 90 minuti. Una volta quando sbagliava qualcosa nei primi minuti si intestardiva, si incupiva e la partita era già giudicata perché cambiava atteggiamento e umore. Le critiche sulla realizzazione dei gol invece secondo me sono giuste, in quanto proporzionate al valore del giocatore. Ci si aspetta tanto da potenziali campioni non da giocatori che non hanno più margine di miglioramento“.
Considerando il percorso in Europa League, la vittoria del tricolore ormai quasi certa dell’Inter e la Champions League centrata, il Milan ad oggi gli stimoli in campionato come li trova? Con la modifica del format in Supercoppa Italiana arrivare secondi, davanti alla Juve, può essere uno stimolo sufficiente?
“Secondo me la Supercoppa può essere uno stimolo sufficiente. È sempre una competizione in più e una possibilità di vincere un ulteriore trofeo. Il Milan deve tornare a vincere con continuità. Le grandi squadre devono sempre scendere in campo per vincere. Cercare la motivazione di arrivare davanti alla Juventus secondo me lo possono fare squadre di un livello e mentalità inferiore. Per il Milan non può essere la stessa cosa arrivare secondo o terzo. I giocatori delle big devono pensare di avere sempre l’obbligo di vincere, altrimenti sono nella squadra sbagliata. Se non hanno questa mentalità non sono adatti a giocare in un club come questo“.
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