Carlo Pellegatti, noto giornalista esperto del mondo rossonero, ha commentato ai microfoni di TvPlay la situazione relativa alla panchina del Milan, descrivendo quelle che, a suo parere, sono le attuali gerarchie per il post Pioli.
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Su Conte e Thiago Motta: “Su Conte, al 2 maggio, bisogna tirare una riga. Lopetegui, un’altra bella riga da tirare. De Zerbi e Amorim, anche loro una riga, perché hanno le clausole. Il Milan è sempre stato contrario a comprare un allenatore. Su Thiago Motta bisogna mettere un puntino, non bisogna cancellarlo. Fonseca è uno dei candidati, per l’Equipe è il piano A per il Marsiglia. Qui il tecnico è considerato l’allenatore più bravo della stagione. Fin quando Conte non avrà una panchina ci sarà ‘Ma noi volevamo Conte’. Su Fonseca ti posso dire che magari il Milan non lo considererà mai, ma qui in Francia viene considerato come un bravo tecnico”.

Su Lopetegui: “Lopetegui era già candidato ad una panchina del Milan dopo il pareggio contro la Salernitana. Se Pioli non avesse raddrizzato la situazione, lo spagnolo era uno dei candidati. Lopetegui piaceva al Milan per il modulo: un classico 4-2-3-1. Questa sollevazione e questo comunicato della curva che io giudico fermo, duro, civile ed educato, ha un po’ spiazzato Gerry Cardinale. Se al Milan prima di Lopetegui avessero studiato un piano B, non saprei. Da casa Milan non trapela davvero nulla. Vogliono studiare la situazione. C’è questo silenzio su Thiago Motta…Con la Juventus c’è situazione di stallo. Deve già tirare 10-12 milioni per Cristiano Ronaldo, poi altri 12 per Allegri – e parlo sempre di lordo – poi bisogna dare una decina di milioni a Thiago Motta e non è una cosa da prendere alla leggera”.
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