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Thiago Motta molto vicino alla Juventus, ma manca una cosa

Se Thiago Motta sia stato o no un desiderio della società rossonera non si è mai chiarito, ma certo è che si tratti di uno degli allenatori più interessanti nel panorama calcistico europeo. I nomi che si sono fatti fino a questo momento sono quelli di Conte (che sembra defilato), Fonseca, Van Bommel e adesso Conceicao, quest’ultimo sta raccogliendo diversi elogi dai tifosi del Milan e questo può di certo aiutare, sebbene il tecnico abbia appena rinnovato con il Porto fino al 2028 (tuttavia nel suo contratto vi è una clausola che gli permette di svincolarsi qualora non volesse continuare il progetto). Una notizia che può far ben sperare è che ad essere eletto come nuovo presidente del Porto è stato Villas-Boas e i rapporti con l’ex giocatore della Lazio non sono ottimi.

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Intanto, su Thiago Motta ha fatto il punto il noto esperto di mercato Luca Marchetti, che ha parlato a Sky Sport di cosa manchi affinché divenga il nuovo tecnico della Juventus, ovvero il club che considererebbe l’italo-brasiliano come il successore di Allegri.

Queste le parole di Luca Marchetti:

“Io credo che non ci sia soltanto la possibilità della Juventus che in questo momento è certamente la più concreta. Perché se un club come la Juventus si muove per trovare un’alternativa ad Allegri va su quello che ritiene il più adatto per aprire un nuovo ciclo. Oggi Thiago Motta è certamente il candidato numero uno ma per quanto risulta a noi non ha ancora detto sì alla Juventus. Neanche pubblicamente, alla Juventus. Può rimanere a Bologna? Perché no. Il presidente è molto abbiente e se il Bologna dovesse andare in Champions League non c’è l’intenzione di smobilitare la squadra. Magari arriverrà una controproposta che Thiago non vuole neanche guardare, ma non guarda né quella del Bologna, né della Juventus. Occhio che si potrebbero aprire altre posizioni: sappiamo della stima che ha il Paris Saint-Germain verso di lui, ma anche la Premier League”.

Poi si esprime sul Milan:

“Panchina Milan? Siamo al punto che ancora una scelta definitiva non è stata fatta. Che sono in fase di valutazione questi profili di cui tu hai parlato. I nomi più caldi sono quelli di Fonseca e Conceiçao. Ad oggi, da quello che ci risulta, con Conceiçao ci sono stati delle interlocuzioni più approfondite rispetto a quelle con Fonseca.

Il portoghese del Porto è quello con cui si vuole andare più in profondità, per quanto riguarda non solo un accordo economico, chiaramente, che arriva quasi per ultimo quando si parla con gli allenatori perché prima si cerca di capire la compatibilità con l’ambiente, le doti caratteriali. Sono due portoghesi, e questo è già un tratto in comune. Non è che poi l’allenatore del Milan sarà per forza portoghese, però Fonseca il campionato italiano lo conosce perché ci ha allenato. Sergio Conceiçao lo conosce perché ci ha giocato, e quindi può essere avvantaggiato da questo. Sicuramente si dovrà parlare anche dello sviluppo della società.

Al Milan serve un allenatore che, al di là delle competenze tecniche che ha, sia molto vicino alle idee di sviluppo del club insieme alla società. Quindi un allenatore che possa prendere in mano la situazione tecnica della squadra, per permettere al Milan quello sviluppo che è in testa di Gerry Cardinale. Quindi la ricerca di giocatori, nel mondo, in grado di poter crescere con il Milan, in grado di poter fare trading insieme a questi, ma nel fare trading arrivare agli obiettivi che possano fare da volano al Milan per essere ancora più competitivo, sia in Italia che naturalmente in Europa”. 

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