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Rocchi sul fuorigioco di Chukwueze: “Mi sono arrabbiato, ma c’era!”

Gianluca Rocchi Designatore Arbitrale

Gianluca Rocchi (responsabile CAN), ha tenuto una conferenza stampa a Coverciano in cui fatto il punto di fine stagione. Queste le sue parole sull’importanza del VAR e su un episodio che ha visto protagonisti i rossoneri:

Una riflessione sul tema razzismo: “Era stato una delle cose sulle quali stare attenti, abbiamo avuto un caso, quello di Maignan a Udine in cui Maresca era stato bravissimo. E sì, anche Acerbi con Juan Jesus ma parlo di rapporti tra il pubblico e i calciatori. Questo vuol dire che il pubblico come prima cosa si è comportato meglio e che, se stimolate, sul tema le persone danno risposte. Noi vorremmo avere zero casi, non uno, però possiamo farci un applauso tutti, come sistema calcio”.

Su OpenVar: “Per me è stato un lavoro molto, molto faticoso, lo dico sinceramente. Ci siamo dovuti reinventare un lavoro che non è il nostro: vi garantisco che andare davanti a una tv non è proprio semplice. Ha avuto un grande vantaggio, ci ha costretti a lavorare ancora di più sulla comunicazione. Uno sforzo che avevamo chiesto e al quale abbiamo avuto ottime risposte: le comunicazioni audio sono pulite e sono come sono, non ne abbiamo tagliata mezza. Come esperienza è stata molto bella e ha permesso agli arbitri di far capire come lavoriamo, fuori dal nostro mondo. L’obiettivo è avere un campionato che sia più corretto possibile. Dei cinque macro-obiettivi che ci siamo posti, uno non è stato raggiunto e siamo lontani, ovvero riduzione e redistribuzione organico. Gli altri sono o raggiunti o in raggiungimento”.

Rocchi spiega il buco tecnico sul fuorigioco di Sassuolo-Milan, nel gol di Chukwueze:
“Il fuorigioco è fuorigioco, la virtualizzazione delle telecamere la stabilisce la regia, non noi. Sono arrivati immagini con una visione opposta. Mi riallaccio ad Atalanta-Fiorentina di Coppa Italia: non c’erano i tempi tecnici in televisione per far rivedere l’immagine ed è andata il giorno dopo. Mi sono arrabbiato. Però vi dico, almeno alla macchina crediamoci. Su quel gol di Sassuolo-Milan secondo me è stata sbagliata la proposizione, ma il fuorigioco c’era perché la macchina ce lo dava”.

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Se rifarebbe Open VAR: “Sì, ci permette di diffondere ciò che facciamo e non avere segreti. Il lavoro di questo percorso va condiviso con i ragazzi: pensate cosa è stato per loro rendere pubbliche le loro conversazioni dopo poche ore. Ho avuto un gruppo di totale disponibilità e li ringrazio”.

Sul VAR a chiamata: “C’è un esperimento in corso della FIFA con i campionati giovanili. Lo strumento è talmente innovativo che in futuro dico, perché no, può esserci la possibilità. Ma il problema è sempre capire come utilizzarlo…”

Rocchi sulla volontà in Premier di toglierlo: “Lì la filosofia del calcio è diversa dalla nostra, da sempre l’errore dell’arbitro è visto come incidente di percorso. In Italia sposta la settimana. Se intervengo su ogni errore, porto via la filosofia del calcio, che dovrebbe essere sempre fluido. E lavoriamo anche sui tempi morti delle revisioni”.

Sulla possibilità che applichino troppo il regolamento? “Soprattutto coi giovani lavoriamo per capire la giocata e non applicare solo il regolamento. Chi ha recepito meglio le nostre direttive sta facendo certe partite… Gli arbitri sono arbitri di calcio”.

A gennaio erano stati evidenziati 8 macro-errori. Oggi? “Nel girone di ritorno ne metto 4 e si è sentita la differenza, il cambio di passo, anche per alcune scelte di stringere la cinghia sulle designazioni”.

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