L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport apre con una lunga discussione tra due maestri del calcio, oltreché leggende del club rossonero. Nelle prime pagine della rosea si estendono le parole di Arrigo Sacchi e Fabio Capello sul tragico avvio di campionato del Milan. I due ex allenatori hanno affrontato tanti altri temi, come il “non evento” (per citare Furlani) del cooling break di Theo e Leao oppure la corsa scudetto. Di seguito l’intervista completa.
Sulla classifica: siete sorpresi?
Capello: “Mi sorprende il nostro Milan, Arrigo. Dopo un anno da squadra sbilanciata, poco ordine e tanti gol subiti, è ripartito allo stesso modo, senza equilibrio. E già rincorre l’Inter. Come mi diceva sempre l’amico Ottavio Missoni: “Xe colpa del centrocampo”. E tu Arrigo così dici?”
Sacchi: “Mi ero illuso vedendo il primo tempo con la Lazio: mi sembrava si muovessero discretamente bene. Mi sbagliavo, il secondo tempo è stato avvilente: una squadra che non si muoveva da squadra. Senza pressing, anche se in Italia il vero pressing lo fanno in pochi“.
Capello: “Diciamo pure quasi nessuno: al massimo fanno attimi di pressing“.
Sacchi: “Vanno a momenti. E se lo fai così, gli altri non faticano“.
Sul precampionato del Milan
Capello: “Avversarie di nome, ma senza grandi nomi: partite di poco valore“
Sacchi: “Io le partite di precampionato non le guardo, neanche una: si perde solo tempo“.

Sulle prime tre giornate giocate col mercato aperto: sono ingiudicabili?
Capello: “Mica tanto! I punti sono punti, se li perdi poi devi recuperarli: soprattutto se dopo un certo tipo di mercato le ambizioni sono importanti. E sono squadre da 40-50 mila abbonati“.
Sull’Inter e la Juve, chi ha stupito di più?
Sacchi: “ll lavoro di Thiago Motta mi incuriosisce molto. Bene le prime due partite, poi in questo periodo degli sbalzi ci stanno: soprattutto se trovi un’av- versaria che gioca una partita “giusta” come la Roma“.
Capello: “Due allenatori coraggiosi, Motta e De Rossi. Uno ha tenuto fuori Danilo, il capitano dell’anno scorso; ha rinunciato a Chiesa; ha puntato sui giovani che aveva allenato nel precampionato e ha già fatto vedere attenzione tattica. L’altro ha tenuto fuori Dybala perché cercava un certo tipo di equilibrio. E l’ha trovato“
Sulla scelta di Thiago Motta di lasciare i nuovi in panchina
Sacchi: “All’inizio si punta su chi pensi ti possa dare il cento per cento. Ma con il tempo e gli serviranno anche i nuovi, per farlo costruirà una Juve che possa cercare di imporsi con un calcio offensivo: qualcuno che ci prova in Italia c’è“.
Capello: “Pochi, molto pochi. Si gioca più con il portiere e i passaggi laterali che con gli attaccanti. Moderno è il gioco della Spagna, del City, dell’Arsenal: tengono la palla se c’è da tenerla, poi guardano sempre in avanti e vanno ad altro ritmo, altra velocità. Guardavamo incantati i numeri che Zirkzee faceva con il pallone, ora se ci prova con lo United lo perde. Finora ho visto soltanto l’Inter proporre un certo tipo di calcio“.
Sacchi: “Ecco, l’Inter. Contro l’Atalanta ho visto un calcio offensivo spettacolare, mi ha reso felice di guardarla. Anche se a volte tendono ancora a indietreggiare troppo, ad aggredire troppo poco“.
Capello: “Io li ho visti fare anche un pressing convinto con tutti: rabbia, voglia, quando decidono di recuperare palla hanno scatti furiosi. E tutti insieme: attaccavano anche i difensori“.
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Inter favorita per lo scudetto?
Capello: “È la più pronta, la più completa, la più collaudata nel sistema di gioco. La cosa più difficile per Inzaghi sarà il turnover, occhio all’errore che fece in casa del Benfica cambiando più di mezza squadra: si cambiano due-tre giocatori, al massimo“.
Thuram può segnare più di Lautaro?
Capello: “Lautaro tecnicamente è più forte, Thuram deve migliorare in quello ma è partito forte. Sarà un bel testa a testa”.
Sacchi: “Il modo migliore per segnare è partecipare al gioco di squadra. Arrivo a dire che segnerà di più chi parteciperà di più”.
Lautaro da Pallone d’oro?
Capello: “Ancora no. Per me il Pallone d’oro è il migliore del mondo. Io voterei Rodri o Vinicius“.
Sacchi: “Qui siamo d’accordo. Gli manca ancora la continuità del migliore al mondo. Ma un’Inter così aiuterà Lautaro a crescere ancora“.
Su Vlahovic
Capello: “Per sfruttare di più le sue doti serve qual- cosa di più sugli esterni. Dunque che si alzi anche chi domenica era seduto in panchina: Conceiçao, Nico Gonzalez“.
Su Koopmeiners
Sacchi: “E siccome ha un grande tiro, Thiago cercherà molto i suoi gol. L’Atalanta senza di lui ha perso qualità, ora deve ritrovare quella di Lookman“.
Sul cooling break di Theo e Leao
Capello: “Sbattevano i piedi, come chi fa i capricci“.
Sacchi: “E io lo dico adesso: quando succedono queste cose, manca qualcosa. Cosa? Il club, deve aiutarlo. Arrivai al Milan, Berlusconi chiamò tutta la squadra e parlò per 27 secondi esatti: “Sacchi ha tutta la mia fiducia: chi lo seguirà rimarrà, chi non lo seguirà se ne andrà. Buon lavoro a tutti”.

La situazione è ricomponibile?
Capello: “Che parli la società ci sta, ma se Fonseca vuole avere ancora in mano la squadra, deve risolverla lui. E farsi seguire dai giocatori“.
Sacchi: “E anche dare persona-lità a questo gruppo, sperando che gli acquisti siano stati fatti in relazione al calcio che vuole praticare. Quando arrivai al Parma, su 23 giocatori che c’erano ne tenni tre“.
Capello sull’arrivo di Hummels ed Hermoso alla Roma
“De Rossi ha le idee chiare: per puntare di più su Soulé, Dybala, Dovbyk vuole anche delle guide, lì dietro. Se sei molto offensivo, anche l’esperienza è importante”.
Sacchi sulla decisione di Dybala di restare nella capitale
“Dopo essermi stupito, sono contento: una decisione che gli fa onore”.
Sulla coppia Conte-Lukaku
Capello: “Al Napoli mancava quello: un punto di riferimento di forza in area di rigore. E con il Parma ho visto spirito di squadra, più voglia di soffrire, quel Kvara che rientrava sempre per aiutare la difesa. Un po’ della mano di Conte, insomma”.
Sacchi: “Stimo molto Antonio, uno di quegli allena- tori che danno la vita. Lukaku ultimamente non mi aveva entusiasmato, ma se lo ha voluto è perché lo conosce bene. E potrà pensare solo al campionato: la Champions già ti mangia la testa, questa nuova formula può prosciugare altre energie“.
Su quale potrebbe essere la sorpresa del campionato
Capello: “La classifica dice il Torino: è piacevole da vedere, davanti si muove bene, ha un forte spirito di squadra, da Toro, e un portiere che sta facendo la differenza. Ma per il calcio che ho visto finora dico il Parma, fra l’altro la squadra più giovane del campionato“.
Sacchi: “Eh, il Parma gioca bene bene, Pecchia sa quello che fa. Ma è da tanto che non vedevo giocare così il Toro: conosco bene Vanoli, è uno che tira fuori il meglio dai giocatori che ha”.
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