L’inizio di stagione del Milan ha riservato molte sorprese in negativo. Alcuni dei titolarissimi della formazione rossonera sembrano essere pesantemente in ritardo di condizione. In questo senso è stata emblematica la prestazione di Theo Hernandez a Parma. Theo al momento appare fuori condizione, le partite con la nazionale hanno confermato questa sensazione e non sappiamo ancora quando tornerà a pieno regime. L’atteggiamento non esaltante, di alcuni singoli, visto a Parma ha spinto Fonseca a prendere delle decisioni drastiche, considerando che siamo solo alla terza giornata. Contro la Lazio, Theo e Leao si sono accomodati in panchina. Questo a portato l’allenatore portoghese a dover schierare, dal primo minuto, giocatori che fino a poco tempo fa erano considerati esclusivamente delle riserve. Tra questi c’è anche Filippo Terracciano.
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La parabola di Terracciano al Milan è sicuramente particolare. Moncada lo porta a Milanello nel gennaio del 2024. La situazione economica del Verona, non idilliaca all’epoca, favorisce questa operazione, velocizzando i tempi della trattativa. Il giocatore viene individuato e acquistato per molteplici ragioni. In primo luogo per quello che aveva fatto vedere con la maglia degli scaligeri. All’epoca Terracciano appariva come uno dei giovani più interessanti del campionato, soprattutto per la sua duttilità, caratteristica da sempre molto amata dagli allenatori. Inoltre il Milan aveva, e continua ad avere, un problema con il numero di italiani in rosa, necessari per completare le liste in Champions.
L’operazione Terracciano sembra molto interessante per varie ragioni. Le cose però non vanno come previsto. I primi 5 mesi in maglia Milan non sono positivi. L’ex Verona non riesce a scalare le gerarchie di Pioli, trovano pochissimo spazio. Nel giorno del suo esordio, a San Siro contro il Bologna, Terracciano commette un errore decisivo, che costa i tre punti ai rossoneri. Di lì in avanti, solo qualche spezzone di gara, molto “garbage time” e pochissima fiducia da parte di Pioli.
Con l’arrivo di Fonseca, la musica sembra essere cambiata. L’allenatore portoghese apprezza le qualità del classe 2003 e non si è fatto problemi a schierarlo titolare all’Olimpico contro la Lazio, lasciando Theo Hernandez in panchina. Anche in questa occasione Terracciano non ha convinto, ma la sensazione è che Fonseca non si arrenderà così facilmente. L’allenatore portoghese potrebbe utilizzarlo come jolly sugli esterni e non solo, una sorta di “nuovo Krunic”, non per ruolo, ma per duttilità. Sotto la guida di Pioli Krunic era il jolly per eccellenza, durante la sua esperienza al Milan ha ricoperto praticamente tutti i ruoli. Fonseca spera finalmente di aver trovato il suo jolly, soprattutto dopo l’addio di Saelemaekers negli ultimi giorni di mercato.
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