Intervenuto in esclusiva ai microfoni di Sportitalia, Paulo Sousa, attuale allenatore dello Shabab Al-Ahli ed ex tecnico di Salernitana e Fiorentina, ha parlato di un suo possibile ritorno in Italia, ma non solo. Il portoghese, infatti, ha analizzato anche la situazione nella quale si trova Paulo Fonseca, che dopo 3 giornate di campionato non è ancora riuscito a portare a casa i suoi primi 3 punti da allenatore del Milan. Queste le sue parole:
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Su Fonseca:

“L’importante è essere coerenti con le proprie idee. Le difficoltà ci sono ovunque, non solo in Italia. È fondamentale riuscire a percepire l’individuo, ed è più o meno quello che ho sempre cercato di fare, comprendendo la cultura interna del club. Bisogna capire come i giocatori vedono se stessi e cercare dei punti d’incontro rispetto a come li vediamo noi. Questo è il punto di partenza per la crescita. Il calcio è una micro-società con regole precise. Se la cultura interna del club non ti aiuta a creare un’identità comune, dobbiamo tirare fuori molto da noi stessi, in modo coerente con la nostra visione. Essere un allenatore significa avere come focus principale il giocatore, e quando ho scelto questa professione ne ero consapevole”.
Sull’Italia:
“L’Italia è casa mia, mi hanno sempre fatto sentire così e ho anche una casa lì. Questo Paese mi ha dato tanto, sia come calciatore che come allenatore. È un ambiente molto esigente e unico, ma lo amo profondamente. Tuttavia, la vita è fatta di sfide, e bisogna essere pronti ad affrontarle, lavorando sempre al meglio delle proprie capacità. Tornare in Italia? Sì, prima o poi si torna sempre a casa”.
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